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Ecco il tesoro energetico del Donbass su cui punta la Russia

Perché la Russia punta ad un’annessione di fatto del Donbass? C’è una motivazione anche economica ed energetica? Fatti, numeri e approfondimenti

Perché la Russia punta ad un’annessione di fatto del Donbass? E si va verso due Ucraine, di cui una sotto il controllo di Putin?

Alla prima domanda – nel giorno della strage alla stazione ferroviaria di Kramatorsk – c’è (anche) una motivazione economica ed energetica. Ecco perché. Mentre un putiniano oggi ha detto: “Forse ci saranno due Ucraine”.

Ecco tutti i dettagli.

Le materie prime energetiche dell’Ucraina

L’Ucraina detiene oggi le seconde riserve di gas conosciute in Europa. Alla fine del 2020, le riserve ucraine conosciute ammontavano a 1,09 trilioni di metri cubi di gas naturale, seconde solo alle risorse conosciute della Norvegia di 1,53 trilioni di metri cubi. Solo nell’area del Donesk i giacimenti stimati conterrebbero fino a 113 miliardi di metri cubi di gas. Tuttavia, come riportato dal dossier Ucraina: la guerra russa per il gas e le materie prime dell’ufficio studi di FdI al Senato, oggi l’Ucraina ha un basso tasso di utilizzo della riserva annuale di circa il 2%.

Carbone: la ricchezza del Donbass

Nelle intenzioni dichiarate di Mosca l’operazione speciale condotta in Donbass sarebbe finalizzata a portare soccorso alla popolazione russa schiacciata e discriminata dal governo di Zelensky. Pura propaganda: il Donbass è anche un territorio molto ricco dal punto di vista minerario. Secondo un report della Banca mondiale, in Donbass ci sono 900 siti industriali, 40 fabbriche metallurgiche, 177 siti chimici ad alto rischio, 113 siti che usano materiali radioattivi, 248 miniere, 1.230 chilometri di tubature che trasportano gas, petrolio e ammoniaca, 10 miliardi di tonnellate di rifiuti industriali.

Le due Ucraine

Sergey Karaganov è stato consigliere di Vladimir Putin. Ancora oggi resta molto vicino al dittatore russo, al punto che le sue proposte vanno sotto il nome di “dottrina Putin”. Nel 2019, è stato il primo a teorizzare l’invasione totale dell’Ucraina. “E se l’operazione su Kiev mirasse a distrarre le forze ucraine dal teatro a sud e sud-est? – ha detto oggi Karaganov al Corriere della Sera – Lo sbocco probabilmente sarà un nuovo trattato, forse con Zelensky ancora lì. Comporterebbe la creazione di un Paese nel sud e sud-est amico della Russia e forse ci saranno due Ucraine”. Del resto perdere il controllo di questa zona vorrebbe dire consegnare all’Europa i giacimenti di carbone, togliendo a Mosca una risorsa mineraria fondamentale per l’affermazione della potenza economica russa.

 

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