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Ecco come Poste si lancia su gas, luce ed e-commerce

Tutte le prossime mosse di Poste Italiane su energia e commercio elettronico

Al calo della corrispondenza, Poste Italiane prepara una rivoluzione all’insegna dell’e-commerce (anche nel settore food) e un’offerta per il mercato dell’energia.

Oltre ai pagamenti digitali, alla tradizionale gestione dei risparmi e alle polizze Rc auto, prosegue dunque lo sviluppo nel settore dei pacchi con consegne sempre più flessibili.

Continua così l’evoluzione di Poste Italiane. E dal primo semestre del 2022 il gruppo entrerà nel settore dell’energia con un’offerta di elettricità e gas. Come annunciato dall’ad Matteo Del Fante, in audizione davanti alla commissione trasporti della Camera per presentare il piano industriale di Poste Italiane.

Tutti i dettagli.

L’INGRESSO NEL SETTORE LUCE E GAS

Poste proverà ad allargare ancora di più il proprio core business con l’ingresso nel mercato dell’energia.

“Arera ha autorizzato 690 aziende a vendere luce e 470 aziende a vendere gas. Crediamo ci sia posto anche per noi. Tanti degli operatori autorizzati spesso non danno garanzie di affidabilità. Dove ci sono pesci piccoli che non funzionano, l’entrata di un pesce grosso che gioca pulito aiuta la fisiologia del mercato”, ha dichiarato l’ad Matteo Del Fante.

“Il nostro arrivo è visto favorevolmente, perché tante di quelle autorizzate non danno garanzie di affidabilità. Gradualmente crediamo che questa possa essere un’offerta importante per i clienti che già vengono in Posta per altri servizi”, ha aggiunto il numero uno di Poste Italiane.

COME SARÀ L’OFFERTA DI POSTE

Il gruppo si presenterà nel 2022 “con un’offerta equa, competitiva e di semplice comprensione”. Poste pensa ad un’offerta gas ed elettricità “100% green”, puntando a aggiungere 0,2 milioni di clienti nell’anno del lancio, 1,1 milioni di clienti a fine piano, nel 2024, e 1,5 milioni di clienti nel 2025”.

Il break even della nuova attività è atteso nel 2024 mentre l’ebit positivo è atteso l’anno successivo. Il progetto, scrive Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, punterà sulla vicinanza al cliente tramite la rete degli uffici postali, rafforzando la relazione con il cliente.

OBIETTIVO: “RADDOPPIARE I VOLUMI DELLA LOGISTICA”

Dopodiché, Poste “punta a raddoppiare i volumi della logis­tica. Attualmente siamo il primo operatore logistico nell’e-commerce e secondi in assoluto dopo i francesi di Bartolini anche se credo che in 1-2 anni la piattaforma di Amazon diventerà la prima nel B2C”. “Abbiamo una base clienti di 35 milioni, sono italiani che hanno servizi da Poste; sono 11 milioni gli italiani che ogni giorno interagiscono con Poste attraverso una serie di prodotti tra i quali la consegna di circa 1 milione di pacchi al giorno”, ha sottolineato Del Fante.

Nei prossimi anni il gruppo punta a crescere in questo settore in cui Amazon gioca un ruolo fondamentale.

IL RAPPORTO CON AMAZON

“Nel mercato dei pacchi è imprescindibile lavorare per Amazon, è il nostro principale cliente essendo la piattaforma di e-commerce più importante” ha ammesso l’ad di Poste.

Ma Del Fante ha anche aggiunto  “che Amazon si sta creando sua rete di distribuzione in Italia, e quando potrà fare a meno di Poste, oggi, domani e dopodomani lo farà”.

Motivo per cui Poste deve attrezzarsi per un piano B, sfruttando la capillare presenza della società sul territorio. “È un nostro punto di forza, l’andremo a potenziare anche attraverso le reti terze, i punti d’appoggio che fanno alcuni servizi, come i tabaccai e le stazioni di servizio dell’Eni. Il 94% degli italiani è al massimo a cinque minuti di distanza da un ufficio di Poste italiane, e questa presenza fisica è la base ideale per accompagnare la vita digitale dei nostri clienti”.

UN NUOVO SERVIZI PER I VENDITORI DI E-COMMERCE

Proprio in questa direzione, di recente il gruppo ha lanciato il servizio “Scegli Tu” per personalizzare in corsa la consegna pacchi.

Il servizio di Poste è pensato per i venditori e-commerce che vogliono offrire ai loro clienti consegne più flessibili e personalizzabili. “Dopo aver concluso l’acquisto online – spiega Poste in una nota – l’e-shopper riceve una notifica con la data di consegna prevista e, se non fosse a casa quel giorno, potrà modificare fino all’ultimo momento data e luogo di consegna, secondo le proprie esigenze”.

RICONVERTIRE LA FORZA LAVORO

“Avendo in azienda 60mila persone che lavorano nella posta, comparto in via di estinzione ed essendoci una crescita esponenziale dell’e-commerce (per il 99% si tratta di pacchi piccoli che si possono consegnare con portalettere), è di conseguenza imprescindibile per le Poste usare questi lavoratori”, ha detto Del Fante. Parola d’ordine dunque: riconvertire la forza lavoro”

Anche in una precedente audizione Del Fante aveva ammesso che “Assolutamente non ci siamo distratti dalla posta, ma purtroppo è un po’ la posta che si è distratta da noi”.

“I dati del 2019 – aveva precisato l’ad di Poste – che purtroppo saranno ancora peggiorati, ci dicono che siamo a circa 40 invii pro-capite per anno: con un anno di 52 settimane ciò vuol dire che ogni cittadino italiano riceve una corrispondenza ogni 10 giorni. È difficile tenere in piedi una rete quando consegnare una bolletta di una utility qualsiasi a noi rende circa 20 centesimi, e ne facciamo una ogni 10 giorni”.

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