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È un’estate di ritardi e cancellazioni: cosa succede

Si prospetta davvero bollente l’estate negli aeroporti per molti viaggiatori italiani e stranieri. Dopo due anni molto difficili a causa delle restrizioni imposte per l’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha portato a una drastica riduzione del traffico aereo, mettendo in ginocchio il settore, si era iniziato a intravedere finalmente uno spiraglio con la riduzione dei contagi e l’abolizione del Green Pass nel nostro e in altri Paesi.

La voglia di viaggiare è riesplosa, tanto che alcune destinazioni hanno già raggiunto i livelli pre-pandemia. Tuttavia, ora che stiamo per entrare nel vivo della stagione estiva, il mercato del trasporto aereo fatica a stare al passo con la domanda.

Manca il personale: cosa succede in Europa

Uno dei principali problemi per alcune compagnie aeree è quello della carenza di personale, che riguarda sia i piloti che il personale di terra. Nei giorni scorsi, IATA (International Air Transport Association) ha segnalato che migliaia di lavoratori hanno lasciato il settore durante la pandemia e ora mancano operatori qualificati che rispondano alla domanda in rapida crescita. Inoltre, c’è da considerare che tempi di formazione e assunzione possono arrivare fino a 6 mesi.

Proprio a causa della mancanza di personale, soprattutto di terra, e dei limiti al numero di aerei che possono decollare nei principali aeroporti europei, easyJet (che ha da poco introdotto nuove rotte) ha annunciato un taglio del 13% dei propri voli rispetto a prima della pandemia.

La compagnia low cost britannica ha annunciato che, per il terzo trimestre, la sua capacità di trasporto sarà limitata all’87% dei livelli del 2019, e dovrebbe salire al 90% nei tre mesi successivi. Si tratta di percentuali inferiori a quelle auspicate, che prevedevano già un ritorno dei voli al 90% nei mesi scorsi e al 97% del periodo pre-Covid durante l’alta stagione estiva.

A incidere è stata anche l’enorme riduzione dei voli in aeroporti come quello di Gatwick a Londra e quello di Schiphol ad Amsterdam. Nello scalo londinese, a causa della carenza di personale il numero di voli giornalieri sarà ridotto a 825 a luglio e 850 ad agosto, rispetto ai 900 degli anni passati, mentre l’hub di Klm limiterà il numero dei passeggeri giornalieri a 70mila, ossia il 16% in meno del traffico normale del periodo estivo.

Lufthansa ha, invece, annunciato che taglierà circa 900 voli a luglio per il weekend da e per gli hub di Monaco di Baviera e Francoforte, per non essere ancora in grado di soddisfare la crescente domanda. Si tratta del 5% dei posti normalmente disponibili per la prenotazione nei fine settimana. Ad annunciare tagli anche Swiss Air: a luglio e agosto il numero di voli tra Berlino e Zurigo sarà ridotto da 48 a 44 a settimana, mentre è stato eliminato anche un volo a settimana tra Zurigo e San Francisco. Problematiche che hanno investito anche Brusselsair, che tra giugno e luglio ha tagliato ben 148 voli.

Non solo cancellazioni dei voli: in arrivo anche scioperi

Intanto, un nuovo sciopero aereo minaccia di arrecare non pochi disagi ai viaggiatori. Il 25 giugno, per 24 ore si fermeranno il personale easyJet, Matla air, Ryanair e Volotea, oltre che ai lavoratori della società Crewlink.

I lavoratori italiani delle suddette compagnie sciopereranno per chiedere contratti di lavoro dignitosi, che garantiscano condizioni adeguate e stipendi almeno in linea ai minimi salariali previsti dal contratto nazionale del trasporto aereo del nostro Paese. E sarà molto caldo anche lunedì 27 giugno, per lo sciopero del personale Alitalia Sai e Ita Airways proclamato da Cub trasporti.

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