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Draghi pensa a Matteo Del Fante per gestire gli appalti del Giubileo

Commissariare il commissario. L’urgenza sembra essere questa. Il provvedimento, un Dpcm, doveva essere approvato durante la seduta del Consiglio dei ministri di ieri, ma per adesso è stato rinviato a data da destinarsi. Lo schema però è già pronto. Per la gestione delle gare del Giubileo del 2015 che porterà nella Capitale oltre 40 milioni di pellegrini, ma anche, e forse soprattutto, 1,3 miliardi di euro per preparare la città, il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco, consapevoli degli atavici problemi del Campidoglio quando ci sono in ballo gli appalti, hanno creato una società al 100 per cento del ministero dell’Economia. Sarà quest’azienda e non il commissario all’evento, scelto da Mario Draghi lo scorso dicembre, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a scrivere le gare che assegneranno i fondi.

 

A guidarla sarà l’amministratore delegato di Poste Matteo Del Fante. Con lui nel cda ci saranno altri due consiglieri. Mentre per il ruolo di direttore generale Draghi e Franco, entrambi nel corso della loro carriera alla guida di via XX Settembre, avrebbero scelto un altro uomo Mef, Antonio Turicchi. Dirigente del ministero dal 1999, Turicchi si è occupato nei primi anni duemila della gestione del debito pubblico italiano, per poi tornare più avanti come direttore della direzione finanze e privatizzazione. Nel mezzo la sua carriera si è incrociata proprio con quella di Del Fante.

 

Prima si sono dati il cambio ai vertici di Cdp: Turicchi è stato direttore generale dal 2004 al 2009, curandone la trasformazione in Spa. Al termine del suo lavoro il suo posto è stato preso proprio dal Del Fante. I due si sono poi ritrovati a sedere insieme del consiglio d’amministrazione di STMicroelectronics. Per il futuro direttore generale della società che si occuperà degli appalti giubilari c’è anche un precedente in Campidoglio, dov’è stato direttore esecutivo dal 2009 al 2011.

    
La società guidata da Del Fante e Turicchi lavorerà in sinergia con la cabina di regia (composta da Roma Capitale, Regione Lazio e Santa Sede) e con il sindaco-commissario Roberto Gualtieri. Sul lato finanziario però il commissario sarà dunque commissariato, ma dal Campidoglio la reazione alla notizia è tutt’altro che stizzita. Gualtieri parlando con il Foglio ha commentano così: “La scelta di Del Fante sarebbe un’ottima notizia”. A lui spetterà dunque il controllo sugli uffici, il monitoraggio sull’apertura dei cantieri e la speditezza dei lavori, ma per quanto riguarda gli appalti Gualtieri e il Campidoglio non toccheranno palla. La cosa però lungi dallo scatenare ire da sottrazione di potere è vista con grande favore da palazzo Senatorio. Da quelle parti d’altronde niente è in grado di far tremare i polsi e le penne di dirigenti, assessori e primi cittadini come le gare d’appalto.

 

Mafia Capitale d’altronde non era mafia, ma pur sempre un bel groviglio di corruzione che ha fatto collassare un intero sistema. Da allora chiunque arrivi alla guida della Capitale cerca di tutelarsi come può. Scoppiata l’inchiesta, l’allora sindaco Ignazio Marino chiamò alla sua corte un magistrato super operativo, “il cacciatore di mafiosi” Alfonso Sabella con l’inedito ruolo di assessore alla Legalità. Mentre Virginia Raggi, appena insediata, firmò un protocollo con l’Anac per far vagliare e validare dall’autorità, allora ancora guidata da Raffale Cantone, ogni virgola dei capitolati d’appalto. Gualtieri ha seguito l’esempio dei suoi predecessori. Poche settimane fa ha chiamato a palazzo Senatorio come consulente per la legalità (con obiettivo anche il controllo delle gare) il neopensionato Francesco Greco, ex potente capo procuratore a Milano, esperto di reati finanziari, ma anche ex magistrato del pool di Mani Pulite, dove lavorava fianco a fianco con uno dei più attivi pm nei processi alla politica della Procura di Roma, l’aggiunto Paolo Ielo.
 

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