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Disse: “Domani spariamo”. Ora l’assessora di Voghera è stata costretta alle dimissioni, e guarda a FDI

Predicava il ricorso alle vie di fatto con immigrati e manifestanti. E invece, a finire sacrificata, è stata proprio lei, Francesca Miracca, l’assessora al Commercio del comune di Voghera che a fine luglio scorso, con la città scossa dall’omicidio di Youns El Boussettaoui morto per mano del leghista Massimo Adriatico, parlando agli avventori della sua trattoria aveva spiegato: “Domani spariamo davvero, mi sa: assoldo i miei operai e scendiamo noi, in piazza”. Ce l’aveva con attivisti e cittadini che avevano annunciato la partecipazione a un corteo di solidarietà nei confronti del 39enne marocchino ucciso a Piazza Meardi. Voleva difendere in ogni modo il suo collega di giunta, quell’Adriatici assessore alla Sicurezza che poche sere prima aveva sparato e freddato “Musta”. E invece è finita pure lei sullo stesso altare: esclusi entrambi, Miracca e Adriatici, dal rimpasto di giunta varato dal sindaco Paola Garlaschelli.

 

La quale, in verità, da settimane subiva la pressione non solo dell’opposizione, ma della sua stessa maggioranza (con Forza Italia in testa) affinché ridefinisse la sua squadra di governo, dopo gli accidenti di luglio. E così, dopo una mediazione non semplice con i verici locali del Carroccio, e in primo luogo con la deputata Elena Lucchini, alla fine le deleghe alla Sicurezza sono state assegnate all’attuale assessore all’Urbanistica, decretando così il siluramento di Adriatici. E nello stesso rimpasto, anche la Miracca, peraltro già al centro di un’inchiesta per corruzione elettorale, è stata costretta a fare un passo indietro.

 

Lei non l’ha presa benissimo, se è vero che, come si vocifera in città, ha già fatto intendere di voler aderire a Fratelli d’Italia. Cosa che, del resto, hanno già deciso di fare alcuni suoi famigliari già ieri sera, appena s’è diffusa la notizia delle dimissioni della ormai ex assessora. 

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