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Disastro Pd: il bus elettrico di Letta sconfitto da un fulmine – Matteo Milanesi

Una campagna elettorale a tutti gli effetti elettrizzante per il Pd. A pochi giorni dal voto politico del 25 settembre, il movimento di Enrico Letta ha deciso di girare l’Italia, da nord a sud, con un bus elettrico del 2011. Una scelta che, almeno secondo la dirigenza dem, avrebbe dovuto sensibilizzare la popolazione ad abbandonare i veicoli diesel e benzina, proprio per abbracciare il full electric. Nonostante tutto, i presupposti paiono essersi discostati radicalmente dalla realtà: questa scelta ha rappresentato l’impossibilità, la scomodità, il disagio che potrebbe causare l’utilizzo di una macchina elettrica.

Le scomodità di un motore elettrico

Grazie ad un servizio offerto dal programma televisivo PiazzaPulita, Corrado Formigli ha sapientemente dimostrato tutte le difficoltà esistenti nella regolare circolazione di un veicolo del tipo in questione. Non solo perché, per un viaggio da Roma a Reggio Calabria, un elettrico ci metterebbe più di due giorni (per l’esattezza 52 ore), ma anche perché l’Italia non gode di sufficienti colonnine per ricaricare la macchina. Si consideri, infatti, che un motore elettrico deve ricaricarsi per quattro ore ogni 100 chilometri percorsi. Un’infinità, che aumenta in modo esponenziale la durata del percorso.

Ma, oltre al danno, arriva pure la beffa per Letta. Il segretario dem ha dovuto far fronte ad una sosta forzata, causa batteria scarica del furgoncino. La redazione del programma di La7 si è quindi recata a Castellucchio, in provincia di Mantova, nell’officina dove il mezzo è stato riparato. Come riportato da Alberto Costa, responsabile dell’officina elettromeccanica, il veicolo ha subito “un guasto elettrico, durante la notte, a causa di un forte temporale”, mentre era collegato ad una colonnina di ricarica. In poche parole: il furgoncino è stato colpito da un fulmine e Letta lasciato a piedi.

Il bus elettrico del Pd

A ciò, si aggiunge la scelta particolare attuata dal Pd. Il furgoncino del 2011, infatti, non era nato come veicolo elettrico; al contrario, il motore è stato trasformato da gasolio ad ibrido. Come spiega Gian Luca Pellegrini, redattore di QuattroRuote: “Stiamo parlando di una macchina che ha più di dieci anni, non  di un veicolo che fa dell’efficienza la propria qualità migliore”. E arriva la frecciata: “Il Pd ha sottolineato l’inadeguatezza di un sistema infrastrutturale, che dovrà subire un’accelerazione per assecondare lo sviluppo tecnologico dell’automobile”.

E, alla fine della storia, com’è tornato Enrico Letta alla fine del tour? Ha abbandonato il furgoncino in officina ed è salito su una macchina tutt’altro che elettrica. Alla faccia degli ambientalisti.

Matteo Milanesi, 18 settembre 2022

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