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Debito, che cosa architettano Giavazzi e Draghi

Che cosa ha detto e che cosa ha fatto capire Francesco Giavazzi, consigliere economico del premier Draghi

 

“Silenzio, parla Agnesi”, oggi diventa “Silenzio, parla Giavazzi”. Dobbiamo fare riferimento a questo famoso slogan pubblicitario degli anni ‘80, per commentare l’intervento del professor Francesco Giavazzi al Festival dell’Economia di Trento.

È il più ascoltato “consigliere del Principe” e, stando a fonti attendibili, a Palazzo Chigi su tutti i dossier economici non si muove foglia che lui non voglia.

È come l’oracolo di Delfi: basta chiedere ed arriva il responso.

Il tema è sempre quello: i prossimi anni la spesa pubblica dovrà aumentare per gli ingenti investimenti richiesti dalla difesa, dalla transizione ecologica e dalla ricostruzione dell’Ucraina. Al netto della domanda retorica con cui ci si chiede cosa c’entrino la UE e l’Italia con la ricostruzione di un altro Stato sovrano fuori dalla UE, la risposta di Giavazzi è che l’Italia non ha abiti buoni da indossare, anche perché ha già il gravoso compito di ridurre il debito accumulato finora.

E, con l’aria di uno di passaggio, scodella quello che è il suo piatto del giorno ormai da qualche mese. “Serve un’ancora credibile per il debito e poter distinguere quello buono da quello cattivo”.

La metafora “marittima” in qualche modo edulcora la ricetta, ma è sempre quella che era scivolata (non casualmente) tra i link di approfondimento dell’articolo firmato da Mario Draghi ed Emanuel Macron poco prima di Natale 2021.

L’ancora è il Mes, come ben spiegato in quel documento, che Draghi e Macron hanno ritenuto “proposta meritevole di discussione approfondita”.

Il debito pubblico oggi in carico alla BCE (circa 720 miliardi, considerando gli acquisti eseguiti dal 2015, di cui 350 quelli acquistati dopo il marzo 2020), dovrà essere progressivamente trasferito in carico al Mes che si finanzierà sul mercato o piazzerà i suoi titoli alla Bce.

In un colpo solo: la Bce si libererà di un peso ingombrante, l’Italia sarà messa sotto programma di aggiustamento macroeconomico o, comunque, sarà soggetta alle stringenti regole del Mes, e quest’ultima istituzione avrà trovato finalmente la ragione di esistere.

Dal punto di vista di Giavazzi l’ancoraggio ed un macigno legato ai piedi sono la stessa cosa.

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