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Da Berlusconi ai panzerotti di Meloni: guida alla campagna elettorale su TikTok

Tutti i principali protagonisti politici sono sul social cinese, ma alcuni sembrano marziani sulla luna. Calenda esclude “balletti e trucchi”, Conte mette in guardia i ragazzi dai programmi degli altri partiti e Salvini litiga con gli haters. Il Pd salva Letta e butta nella mischia Zan 

TikTok è un social difficile. Vive di linguaggi propri, di logiche diverse da quelle di Instagram o Twitter, è ostico verso chi dimostra di non conoscerne le regole. E chi lo usa si accorge quando uno “sbarco” su TikTok è forzato e poco autentico. Gli ultimi in ordine di arrivo sono quelli di Silvio Berlusconi, Alessandro Zan e Matteo Renzi, che oggi hanno pubblicato il loro primo video, aggiungendosi alla già lunga lista di politici che, se non fosse stato per queste elezioni anticipate, avrebbero probabilmente disertato il social che ha reso famoso Khabi Lame.

Ma quindi, come se la stanno cavando per ora i nostri politici su TikTok?

In ordine di apparizione: il primo a intuire l’importanza di questo social fu il leader della Lega Matteo Salvini, che aprì il suo account tre mesi dopo aver dovuto abbandonare il Viminale, a novembre 2019, quando ancora era alto nei sondaggi e soprattutto sotto l’egida dello spin doctor Luca Morisi. Anche per questo motivo è il leader con più follower: 541 mila. L’esordio non fu accolto con il travolgente affetto a cui il Capitano era abituato su Facebook. Sotto al suo primo video, in cui stringeva la mano a dei carabinieri, i primi quattordici commenti, quelli premiati da più like, sono tutti dello stesso tenore: “In effetti TikTok è un posto adatto per Salvini”, “Pure qua ti devo trovare santo Dio”, “Sono lesbica scusa” o “Un’altra app da cancellare”. Ma, come le regole di TikTok insegnano, più commenti significa più engagement, e più engagement significa più visualizzazioni e più diffusione. Per cui i video pubblicati dall’account di Salvini hanno raccolto nel tempo numeri sempre importanti, non di rado superando il milione di visualizzazioni e raggiungendo quota 4,4 milioni con un video in cui il leader del Carroccio beve un succo di albicocca per nove secondi.

Il secondo importante leader di partito a sbarcare su TikTok è stato Giuseppe Conte, ad aprile 2021, anche lui pochi mesi dopo aver lasciato il governo. Un inizio tutt’altro che facile: Conte comincia pubblicando un video di pochi secondi in cui alla domanda di Lilli Gruber “E’ pronto a un governo con Giorgia Meloni?” risponde “Non scherziamo”. Parte poi una altissima musica dubstep mentre a rallentatore l’ex presidente del Consiglio accenna un sorriso beffardo a favor di telecamera. Per un anno esatto non tocca più TikTok, poi ad aprile 2022 torna con una comunicazione rivista e aggiornata. Pubblica un video in cui guarda in camera e fa promesse agli elettori e agli attivisti del Movimento 5 stelle. Ad oggi Conte conta su 241 mila follower ed è il politico che più di tutti ha azzeccato la comunicazione su TikTok: anche lui supera spesso il milione di visualizzazioni, ma stacca di netto Salvini sulle interazioni del pubblico. Agli ultimi dieci video di Salvini ha messo like il 6,3 percento di chi lo ha visualizzato, con una media di 22 mila like a post, mentre agli ultimi dieci post di Conte ha messo like il 9,1 per cento degli spettatori, con una media di 110 mila like a post. Il suo “format” più azzeccato è quello in cui inizia i video dicendo “Occhio ragazzi!” e spiega ai giovani in che modo le proposte dei suoi avversari politici li danneggerebbero.

A febbraio 2022 ha pubblicato il primo video Giorgia Meloni, oggi favorita dai sondaggi nella corsa a Palazzo Chigi. Con 103 mila follower, la leader di Fratelli d’Italia non raggiunge le visualizzazioni dei colleghi Conte e Salvini. Tra i suoi ultimi venti video ha raggiunto il milione di visualizzazioni soltanto uno nel quale a Ceglie Messapica la leader di Fratelli d’Italia impara a fare i panzerotti. Il rapporto like/visualizzazioni degli ultimi dieci video è molto basso: 3,3 percento. La media di apprezzamento è di 7 mila like. Meloni pubblica per lo più video della sua campagna elettorale in giro per il paese e alcune pillole del suo programma.

Veniamo agli ultimi arrivati. Carlo Calenda, sbarcato su TikTok sei giorni fa, si presenta con un video in cui dice che non sa fare “balletti e trucchi” e che parlerà invece di “politica e libri”. Un approccio che rischia di trasmettere un certo senso di superiorità nei confronti del social e dei suoi utenti, con cui evidentemente ha poca dimestichezza. Infatti qualcuno apprezza, ma sono in molti a far notare nei commenti che TikTok da due anni ormai non è più soltanto il social dei balletti, pregiudizio che spesso appartiene a chi non lo frequenta e si limita a giudicarlo da fuori. “Già che inizi dicendo che ci sono solo balletti e video sul make up… partiamo male”, gli fa notare uno. “TikTok è il social dove si parla di più di cultura in assoluto”, dice un altro. E ancora: “In realtà ci sono moltissimi account di grande contenuto, senza gente che balla”. Ad oggi ha solo 15 mila follower.

Silvio Berlusconi col primo video raccoglie 2,2 milioni di visualizzazioni e 240 mila like, raggiungendo in poche ore i 140 mila follower. Atterraggio riuscito e, a giudicare dai commenti, azzeccato: il Cavaliere non cerca di fare il giovane, esordisce con un “Ciao ragazzi” e spiega che avendo TikTok il 60 percento degli utenti con meno di 30 anni, userà questo social per parlare delle proposte a loro indirizzate del proprio programma. “Soffro di un po’ di invidia ma vi faccio ugualmente tanti complimenti”, dice riferendosi alla giovane età dei suoi nuovi interlocutori.

Il Pd invece ha scelto di inaugurare la propria presenza su TikTok con un profilo di partito e non con un canale personale del suo segretario, Enrico Letta. Il primo video è quello di Alessandro Zan, tra i volti sicuramente più conosciuti dai più giovani dopo l’eco mediatico che hanno dato alla sua riforma saltata Chiara Ferragni e Fedez. Il deputato si fa inquadrare mentre passeggia per le vie del centro di Roma e illustra il programma del Partito democratico sul tema dei diritti. Il video è ben fatto e viene accolto bene dagli utenti, anche se raccoglie solo 20 mila visualizzazioni e 2 mila like. I follower sono fermi a 944.

Infine Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva prova subito a parlare la lingua di TikTok e cerca in tutti i modi di incontrare la viralità, sciorinando in pochi secondi le sue frasi più famose: “Per molti di voi io sono un esperto di “first reaction shock”, o di “Shish”, linguaggi quasi più complessi del corsivo…”, dice nel suo primo video, toccando subito un tema popolare sul social. Sarà forse un po’ troppo costruito, ma il video riesce nell’intento e raccoglie un buon numero di visualizzazioni, 225 mila, ma non un numero esorbitante di like: 9 mila, cioè il 4 percento. I follower per ora, su 225 mila persone che hanno visto il video, sono 4,9 mila.

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