Nei prossimi vent’anni i correntisti del Banco Bpm avranno a loro disposizione anche le polizze Danni e Protezione (un settore molto ampio che spazia dalla casa agli infortuni) del leader europeo della bancassurance Credit Agricole. In estrema sintesi per le famiglie italiane sarà questo l’effetto della partenership “strategica” siglata ieri tra l’istituto di Piazza Meda e la banca francese, che ne possiede il 9,18%. Credit Agricole è radicata nel nostro Paese con la controllata Credit Agricole Italia affidata a Giampiero Maioli e cresciuta nel tempo fino a 1.600 punti vendita e 17mila addetti grazie a una serie di acquisizioni, di cui l’ultima in ordine di tempo è stato il Credito Valtellinese. Nei primi nove mesi di quest’anno Credit Agricole Italia ha raggiunto un risultato netto aggregato in crescita del 12% a  877 milioni a fronte di un raccolta totale di 306 miliardi e di 95 miliardi di finanziamenti all’economia.

Giampiero Maioli, Responsabile del Crédit Agricole in Italia

La partnership tra Banco Bpm e Credit Agricole sarà finalizzata entro la fine del 2023, una volta ottenuto il via libera delle Autorità competenti e completato una serie di passaggi finanziari. L’accordo vincolante prevede infatti che la banca francese avrà – in cambio di un esborso di 260 milioni – il 65% di Banco Bpm Assicurazioni e il 65% di Vera Assicurazioni, che a sua volta controlla l’intero capitale di Vera Protezione. Il passaggio all’Agricole di questa seconda partecipazione è subordinata al riacquisto da parte di Banco Bpm della quota attualmente detenuta da Cattolica Assicurazioni (gruppo Generali) in Vera Assicurazioni.

Le due compagnie oggetto dell’accordo sono state valorizzate 400 milioni, più di quanto si attendeva il mercato. Il prezzo della cessione per la costruzione della joint venture sarà comunque soggetto ad alcuni aggiustamenti dopo la due diligence, cioè l’esame dei bilanci, e altre clausole legate agli obiettivi prefissati. Previste infine una serie di clausole di put and call, cioè di opzioni di vendita e acquisito, in capo rispettivamente a Credit Agricole e a Banco Bpm. L’operazione, scrive l’Agricole annunciando la partnership, produrrà un ritorno sull’investimento (Roi) superiore al 10% in tre anni e impatto “molto limitato” per quanto riguarda il Cet1 e la Solvency2, cioè i termometri che misurano la solidità delle banche e delle assicurazioni. «Siamo molto felici che la nostra partnership strategica di lunga data con Banco Bpm sarà presto rafforzata con la firma di un accordo tra Banco Bpm  e Crédit Agricole Assurances”, ha commentato l’ad del gruppo transalpino Philippe Brassac rilevando come l’asse rafforzi “la logica del nostro investimento e il nostro impegno a lungo termine”  nel gruppo di Piazza Meda.”Si tratta di un nuovo importante passo nella nostra strategia di espansione internazionale”, ha chiosato Philippe Dumont, deputy general manager del gruppo, responsabile delle attività assicurative e ceo di Credit Agricole Assurances. Estremamente soddisfatto anche l’ad di Banco Bpm Giuseppe Castagna, certo che l’intesa permetterà all’istituto milanese di far leva “sulle competenze industriali del maggior player europeo in ambito bancassurance”.