Covid, Sileri: “Possibili 30mila morti Con la nuova ondata considerando i non vaccinati sopra i 50 anni”

Dopo l’allarme lanciato dall’organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che prevede circa 236mila vittime entro il 1 dicembre in tutta l’Europa, anche in Italia non c’è da star tranquilli. A dirlo è il sottosegretario alla salute, Pierpaolo Sileri, – nelle trasmissioni Agorà Estate, su Rai Tre e TimeLine su Skytg24 – che parla di “quasi 4 milioni di persone sopra i 50 anni non vaccinate”. L’imminente ondata autunnale, che il sottosegretario dà quasi per scontata, potrebbe causare “nei prossimi mesi la morte di altre migliaia di persone, forse anche 30.000, considerando i non vaccinati sopra i 50 anni”.

“Per la vaccinazione c’è stato un rallentamento – ha detto Sileri – che è anche comprensibile durante le vacanze, ma ora è l’ultima chiamata”. Un rallentamento che non riguarda solo l’Italia ma tutta l’Europa – secondo l’Oms una frenata del 14% -. “Bisogna vaccinare per proteggere la popolazione, possiamo anche mettere l’obbligo in Italia per fasce d’età ma è una decisione che dovrà essere presa a livello continentale. Puoi anche avere l’obbligo in Italia superando l’80% di vaccinati, cosa che sono convinto riusciremo a fare, ma non è quello il solo risultato se poi hai un Paese vicino nel quale il virus continua a girare e dove arriva una nuova variante”.

Inoltre sulla proposta dell’assessore alla salute della regione Lazio, Alessio D’Amato, di far pagare le cure in terapia intensiva ai no vax per Sileri si tratta di “una provocazione, ma parlo da medico – dice – e il nostro dovere è curare tutti, anche chi ha comportamenti a rischio. D’Amato ha fatto un lavoro eccezionale e se ha fatto questa proposta avrà le sue motivazioni, ma non so quanto possa essere realizzata”.

Sileri ha, poi, sottolineato che “oltre al Covid c’è anche il non Covid”. Secondo il sottosegretario, infatti, stiamo “accumulando prestazioni sanitarie da fare per altre patologie anche benigne ma che se non curate nel tempo portano a seri danni”. E “il Green pass – conclude Sileri – è un mezzo per proteggere e mettere in sicurezza la popolazione, ma una qualche estensione del suo utilizzo per incrementare le vaccinazioni, secondo me andrà fatta”.

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