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Cosa succede davvero al mercato delle criptovalute

Con il crollo di TerraUsd e Bitcoin (ma non solo), il mercato delle criptovalute si trova di nuovo in una fase ribassista, effetto delle nuove politiche monetarie. Il settore comunque si è evoluto, scrive Axios. Ecco come e perché

 

Che cosa succede al mercato delle criptovalute?

Su Axios il giornalista Brady Dale ha scritto che il mercato delle criptovalute si trova in una fase ribassista (bear), che però è diversa dalle precedenti. La volatilità, anche estrema, è un po’ la normalità per le monete digitali basate sulla crittografia. Nella sola giornata di giovedì, tuttavia, il mercato ha perso valore per oltre 200 miliardi di dollari, come riporta Bloomberg sulla base dei dati tracciati da CoinMarketCap.

IL CROLLO DI TERRAUSD

Il crollo generale è legato principalmente alla massiccia perdita di valore di TerraUSD, teoricamente ancorata al dollaro statunitense ma arrivata a 20 centesimi circa. TerraUSD è una stablecoin, cioè una valuta digitale il cui valore è legato a quello di un asset di riserva stabile (nel suo caso al dollaro, appunto, con un rapporto 1:1). Altre criptovalute importanti come bitcoin ed ethereum ne hanno risentito: la prima è scesa sotto i 30mila dollari per la prima volta in dieci mesi; la seconda è calata fino al 16 per cento.

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LE CAUSE, SECONDO BLOOMBERG

Bloomberg scrive che le criptovalute stanno subendo il restringimento delle politiche monetarie adottato da diverse banche centrali nel mondo per contenere l’inflazione alta; di conseguenza, si è sviluppata una tendenza alla vendita di token all’interno di un più generale distacco dagli asset a maggiore rischio.

IL CONFRONTO CON L’ULTIMO BEAR MARKET

Su Axios Brady Dale fa tuttavia notare come l’industria delle criptovalute sia oggi più solida rispetto al 2018, quando si verificò l’ultimo bear market: a innescarlo furono i timori circa la stretta della SEC (l’autorità che vigila sulla borsa valori statunitense) sulle startup finanziate con criptomoneta.

Già dal 2021 – prosegue il giornalista – le società di criptovalute hanno iniziato a accumulare riserve in stablecoin ancorate al dollaro per garantirsi una solidità maggiore in caso di flessione del mercato.

COME VA COINBASE

Le azioni di Coinbase Global, la società americana dietro l’omonima piattaforma di scambio criptovalute, hanno perso martedì il 12,7 per cento dopo il mancato raggiungimento delle aspettative sulle entrate nel primo trimestre del 2022. La ragione principale è il calo del valore delle criptovalute e in particolare del bitcoin, che rappresenta il 24 per cento del volume scambiato sulla piattaforma (un anno fa, però, valeva il 39 per cento).

Nello specifico, nel periodo gennaio-marzo 2022 le entrate totali di Coinbase sono ammontate a 1,1 miliardi di dollari, molto meno rispetto agli 1,4 miliardi previsti dagli analisti. Nello stesso periodo, i volumi di scambio sono scesi a 309 miliardi, contro i 335 dell’anno scorso. Il retail trading è stato particolarmente colpito: i volumi si sono contratti del 38 per cento, a 74 miliardi.

Dal debutto sul Nasdaq, l’anno scorso, le azioni di Coinbase hanno perso il 71 per cento.

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