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Cosa faranno Microsoft, Salesforce e non solo per la cattura del carbonio

Microsoft e Salesforce hanno stanziato 300 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie per la cattura del carbonio. Tutti i dettagli

 

La società tecnologiche americane Microsoft e Salesforce hanno contributo con 300 milioni di dollari a un’iniziativa capeggiata dagli Stati Uniti per lo sviluppo di tecnologie per la cattura dell’anidride carbonica dall’aria.

LA FIRST MOVERS COALITION

L’iniziativa, chiamata First Movers Coalition, è stata lanciata l’anno scorso e finora ha raccolto finanziamenti per 10 miliardi di dollari. Verranno impiegati, tra gli altri scopi, per stimolare la commercializzazione di tecnologie per la decarbonizzazione dei settori industriali energivori come la siderurgia e la cementiera, i cui processi produttivi consumano grandi quantità di energia e non sono alimentabili con l’elettricità, e dei trasporti pesanti (aerei, navi, camion).

La First Movers Coalition, in partnership con il Forum economico mondiale, racchiude oltre cinquanta aziende e nove governi (India, Giappone e Regno Unito, ad esempio). L’inviato per il clima degli Stati Uniti, John Kerry, ha detto che l’iniziativa è “il segnale più forte che possiamo inviare al mercato in merito alla domanda di alternative pulite” per i settori hard-to-abate.

200 MILIONI DA ALPHABET (GOOGLE)

I 300 milioni di Microsoft e Salesforce per la cattura del carbonio dell’aria sono stati preceduti, ad aprile, da altri 2 miliardi di fondi. Sempre ad aprile, anche Alphabet (la società madre di Google) ha annunciato 200 milioni di dollari per lo sviluppo di questa tecnologia.

COSA HA DETTO BILL GATES

Bill Gates, fondatore di Microsoft e di Breakthrough Energy, una coalizione che si prefigge di stimolare le tecnologie per la riduzione delle emissioni, ha definito l’impegno economico di Microsoft e Salesforce come “un grande traguardo in un progetto molto difficile e a lungo termine”.

L’IMPORTANZA DELLA CATTURA DEL CARBONIO

L’industria della cattura del carbonio è infatti ancora neonata, benché la tecnologia venga considerata cruciale ai fini del raggiungimento degli obiettivi di neutralità carbonica: i settori dell’acciaio, dell’alluminio, del cemento e della chimica sono infatti difficili da decarbonizzare e responsabili per circa un terzo delle emissioni globali di gas serra.

Le tecnologie per l’energia solare ed eolica e (in parte) per le batterie hanno raggiunto oggi prezzi competitivi che le permettono di proporsi efficacemente come alternative all’uso di combustibili fossili. Non sono però applicabili ai settori energivori per ragioni tecniche; la cattura della CO2, invece, potrebbe ridurre l’impatto carbonico delle industrie e dei trasporti pesanti, ma è acerba e troppo costosa per essere impiegata su larga scala.

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