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Cosa fa il Parlamento europeo contro i mercenari della Russia

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione di condanna contro il gruppo Wagner, composto da mercenari russi

 

Giovedì 25 novembre con una percentuale altissima di voti, e cioè 585, il Parlamento europeo ha posto in essere una risoluzione di condanna contro il gruppo mercenario russo Wagner per violazione dei diritti umani.

Al di là della condanna esplicita rivolta al gruppo Wagner, di estremo interesse è la critica fatta con toni molto aspri allo Stato russo che secondo il Parlamento europeo sembrerebbe essere responsabile del finanziamento, della formazione come anche del comando operativo di questo gruppo mercenario.

Inoltre il documento del Parlamento europeo ha sottolineato come l’influenza russa in queste zone di conflitto sia proprio favorita dalla presenza di questo gruppo mercenario.

Negare qualunque legame tra questo gruppo e lo Stato russo – sostiene implicitamente il documento – è del tutto privo di fondamento dal momento che questi gruppi dovrebbero essere considerati come vere proprie organizzazioni che agiscono per procura da parte dello Stato russo.

Inoltre il documento del Parlamento europeo ha individuato con estrema lucidità in quali contesti il gruppo Wagner agisce e cioè: Ucraina, Siria, Sudan, Mozambico, Libia, Repubblica Centrafricana e Venezuela. Concretamente il Parlamento europeo chiede che vengano imposte sanzioni nei confronti della compagnia Wagner. Proprio per questa ragione l’Alto rappresentante dell’UE Josep Borrell, ha esplicitamente invitato i paesi in cui è presente il gruppo Wagner, e in modo particolare Repubblica centroafricana, a tagliare tutti i legami con questa compagnia.

Difficile non vedere come dietro questo documento vi sia da un lato certamente la pressione della Francia, ma anche quella degli Stati Uniti che temono – a ragione – di essere scalzati dalla loro influenza politica ed economica ma come vi sia dall’altro lato anche una presa di posizione ferma da parte dell’Unione Europea nei confronti della guerra ibrida posta in essere dalla Russia, attraverso il suo alleato bielorusso, fatta sulla pelle dei migranti.

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