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Conte a Bari, tribuno del sud tra focaccia e riscatto gratis degli anni di laurea

Foto di Gabriele De Campis

la campagna elettorale

Comizio lampo nel capoluogo pugliese dell’ex premier che “torna ai fondamenti”: toni anti establishment, bordate al governo Draghi. Sul gas: “Si avvantaggiano solo gli Usa che vendendo gas liquido a prezzi stratosferici”. E riecheggia l’antico coro “onestà-onestà”

Bari. Sale sul palco con un pezzo di focaccia al pomodoro dell’antico panificio Fiore. E’ un Giuseppe Conte “descamisado” quello che prova a svettare sul palchetto del M5S alle porte di Barivecchia. Lo attendono circa duecento attivisti, molti giovani e pensionati, più un piccolo nucleo di sue fedelissime ammiratrici (“come è bello il nostro Peppe”).

Il refrain dell’avvocato di Volturara è quello di un leader che, dopo esser stato a Palazzo Chigi, prova a reinventare il movimento, “tornando ai fondamentali” (Santoro dixit), su posizioni anti establishment. L’effetto è una doppia dose di populismo, che inebria la base pronta a  cantare l’antico coro  “onestà-onestà”, ripetuto ritmicamente dalle prime file del comizio. Tornano i toni sanguigni anti-casta: “Mentre gli italiani non arrivano a metà mese e le fabbriche chiudono, la politica ha trovato un momento per proporre l’aumento degli stipendi dei manager delle aziende di Stato”. Da qui il passaggio sloganistico, sempre con focaccia in mano: “Sono indignato ma convinto che facciamo bene ad andare soli contro tutti”. Poi ad adiuvandum: “Siamo dalla parte giusta”.

Il giustizialismo in salsa Pnrr: l’ex premier mette in guardia dalle infiltrazioni della criminalità nel piano di resilienza, e contrattacca sventolando la sua bandiera legalitaria. “Noi – ricorda al microfono – abbiamo candidato l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho…”. Promesse ai giovani: basta stage, salario minimo a nove euro. E una proposta che sembra non tenere conto delle malmesse casse delle varie previdenze italiane: “Siamo per il riscatto gratuito degli anni della laurea”. Applausi della decina di universitari presenti, allettati anche dalla proposta di un “fondo di garanzia” per le nuove generazioni.

 Foto di Gabriele De Campis

Poi l’orgoglio governista: “Abbiamo già realizzato l’80 per cento del nostro programma. Ora vogliamo una legge per i “caregiver””. Applausi dei vecchietti nelle retrovie. “Poi il pacchetto per le donne. La parità è da rielaborare. Non basta farle salire sul palco. Ci vuole un ripensamento della nostra organizzazione sociale ed economica”. Piccolo tripudio, negli spazi laterali, delle “bimbe di Conte”. I missili sull’esecutivo Draghi e il pacifismo. “Il governo dei migliori non ha fatto nulla”. Parte il coretto “pace-pace”. Conte estasiato chiede più Europa: “Senza una strategia comune non vai da nessuna parte. Il price cap è insufficiente. Ci vuole un piano di acquisto comune del gas”.

Conte multilaterale sull’energia. “Con questa situazione si avvantaggiano solo gli Usa che vendendo gas liquido a prezzi stratosferici, e la Norvegia”, chiosa il leader di Volturara. La stoccata alle banche. Sollecitato dai risparmiatori inferociti della Banca popolare di Bari, detentori di azioni progressivamente deprezzate dalle gestioni pregresse dell’istituto, Conte si batte il petto con la mano vigorosamente. “Noi abbiamo spazzato via i vecchi vertici”. Tripudio degli azionisti in mutande. E poi il tocco da leguleio di paese: “Mi avete dato le carte. Fatemele leggere…”. Applauso finale. Allungano per il capo politico una busta di colore verde. “Forse sono orecchiette fatte in casa, speciali del borgo antico”, ipotizza Alberto De Giglio, giornalista ed ex collaboratore di Striscia a Notizia, ora candidato nell’uninominale barese. Conte in un baleno è salito in auto verso il prossimo comizio del movimento che torna alle origini, con la sua camicia bianca, divisa ufficiale da neo tribuno della plebe del Sud.

Davanti a San Nicola c’è anche Gianmauro Dell’olio, senatore uscente e capolista al proporzionale a Bari. Foto di Gabriele De Campis

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