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Concertone del 1° maggio, Ambra Angiolini ricorda Manuel Bortuzzo nel suo discorso: le parole commoventi

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Concertone del 1° maggio, Ambra Angiolini ricorda Manuel Bortuzzo nel suo discorso: le parole commoventi

La bellissima Ambra Angiolini è stata la conduttrice del Concertone del Primo Maggio. L’interprete, che ha presentato con energia, professionalità e passione la manifestazione in piazza San Giovanni a Roma, ha iniziato con un interessante discorso durante il quale ha pianto per l’emozione. “Rivedervi tutti è davvero incredibile, finalmente qui a piazza San Giovanni, la piazza è tornata a vivere, grazie! Dopo due anni di piazza vuota siamo qui insieme per ricordarci che la libertà e il lavoro sono diritti di ogni essere umano e che non possono prescindere dalla parola rispetto”, ha iniziato l’attrice, che in vista dell’occasione ha sfoggiato indosso una maglia dai colori della bandiera ucraina. Infatti, sul palco, poco prima di lei, c’è stato il gruppo proveniente dall’Ucraina, i Go_A, che insieme ad altri rifugiati si sono esibiti in una struggente performance della celebre “Imagine” di John Lennon.

“Iniziamo purtroppo questo concertone con un diritto in serio pericolo, con un diritto in meno: la pace”, ha sottolineato la Angiolini. La donna, in un secondo momento, ha anche rammentato che non c’è solo la guerra in Ucraina da contrastare, ma anche quella più prossima a noi, quella di tutti i giorni, che quotidianamente stronca vittime innocenti. In merito a ciò, ha fatto menzione pure del caso di Manuel Bortuzzo, nuotatore oltre che volto famoso a livello televisivo (fino a qualche mese fa è stato all’interno della casa del Grande Fratello Vip 6) al momento su una sedia a rotelle per via di uno scambio di persona. Il ragazzo, il 3 febbraio di tre anni fa, nel quartiere Axa a Roma, è stato colpito da alcuni proiettili, fuori da un tabaccaio, pur non essendosi reso protagonista di alcun misfatto. Una vicenda sfortunatamente nota e spiacevole.

“Dopo il Covid siamo tornati in un mondo reale che purtroppo è ancora color rabbia”, ha gridato dal palco Ambra. “Dobbiamo abbandonare ‘il fott**e per non essere fott**i’, che è un vizietto di tanti, troppi di noi”, ha aggiunto la presentatrice prima di elencare vari casi di cronaca dell’Italia degli ultimi anni. E quindi è stata menzionata pure la storia di Bortuzzo. Queste le parole della Angiolini: “La guerra che subiamo tutti i giorni è anche Simone Baroni aggredito e preso a pugni mentre passeggiava una sera, proprio qui, dietro a San Giovanni, solo perché gay. La guerra è anche un revolver calibro nove in mano a Lorenzo e Daniel che viaggiano sullo scooter e sparano tre colpi alla ceca contro Manuel Bortuzzo mentre compra le sigarette in una tranquilla serata romana…”. Dunque la conduttrice ha ricordato anche la vicenda di Marco Vannini e i femminicidi di Lucia, Sonia, Angela, Lucia, Caterina, Romina, Liliana, assassinate da chi “diceva di amarle”.

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Francesca

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