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Comitato Santa Giustina: no a nuova SS16, va migliorato il tracciato esistente • newsrimini.it

Sul tema della nuova Statale 16 a Rimini interviene anche il Comitato Santa Giustina che già in passato, nel 2013, aveva detto la sua sulla questione in una petizione con quasi mille firme. Proprio richiamando quel documento, il Comitato torna a ribadire che non serve un nuovo tracciato ma il miglioramento di quello esistente con “l’allargamento da una a due corsie per ogni senso di marcia, nel tratto da Torre Pedrera alla zona Celle, e realizzazione della complanare all’A14 a partire dal punto più vicino al percorso dell’autostrada, precisamente nel tratto compreso tra l’intersezione della SS16 con via Covignano e via Della Fiera“. Quindi, secondo il Comitato, l’alternativa esiste e sta al comune di Rimini “opporsi oggi alla realizzazione del nuovo tracciato, chiedendo urgentemente ad ANAS di non realizzare come primo lotto dei lavori la parte nord dello stesso tracciato ed avere quindi il tempo necessario per rivedere il progetto almeno nella sua parte iniziale da Bellaria-Igea Marina a Rimini“. “Il nuovo tracciato della SS16 non è un problema che riguarda solo i cittadini di Santa Giustina, o solo gli agricoltori. Per l’impatto sul territorio è un problema che riguarda almeno tutta la città” e, conclude il Comitato, “confidiamo ancora in una decisione coerente con gli interessi generali, visto che l’alternativa esiste“.

La nota del Comitato Santa Giustina

Come preannunciato pubblicamente nelle scorse settimane oggi affrontiamo il problema del nuovo tracciato della SS16 con una lettera aperta rivolta all’Amministrazione del Comune di Rimini. Con qualche premessa. Siamo il Comitato di Santa Giustina. Nessuno di noi ha ambizioni politiche, nel senso di carriera amministrativa o altro. Dal momento della nostra costituzione (oltre dieci anni fa) ci siamo proposti di rappresentare gli interessi della popolazione della nostra periferia assumendo ogni problema emergente, facendolo diventare un problema di tutti anche se rilevato da pochi. Detto in altri termini, lavoriamo alla costruzione di una comunità solidale. Nei primi anni della nostra attività abbiamo riscontrato una disponibilità al confronto da parte dell’Amministrazione comunale, seguita poi da una netta chiusura. Le nostre rivendicazioni, verificate sempre nei pubblici confronti con i cittadini, non si sono mai limitate a lamentele o a

semplici richieste. Siamo convinti che solo l’iniziativa dei cittadini può cambiare lo stato di cose esistenti, come dimostrato concretamente nel corso del tempo. Quindi non siamo sicuramente funzionali alla creazione del consenso clientelare ma alla partecipazione democratica fatta di ascolto reciproco. Oggi, visto che da qualche mese si torna a parlare del nuovo tracciato della SS16 e che, soprattutto, sono scaduti i termini per le osservazioni, riprendiamo l’iniziativa anche su questo tema, per quanto riguarda la zona nord di Rimini, in particolare Santa Giustina.

Nel 2013 avevamo inviato una petizione al Sindaco del Comune di Rimini, al Presidente della Provincia e al Prefetto. Una petizione corredata con la cartografia e le adesioni (con i nominativi, i dati personali, il documento d’identità e la firma dei cittadini che l’hanno sottoscritta). I cittadini che avevano sottoscritto la petizione erano 989, tutti maggiorenni. Circa l’80% residente a Santa Giustina. Nella petizione segnalavamo la situazione del traffico a Santa Giustina e che “nei documenti di programmazione urbanistica del Comune di Rimini (PSC) e Provincia di Rimini (PTCP) sono previsti un nuovo casello autostradale all’altezza del Cimitero di Santa Giustina (PSC), con relativo raccordo con la via Emilia, e la nuova Statale 16, complanare all’autostrada (PTCP), con lo svincolo sulla via Emilia”.

Avevamo chiesto l’adesione dei cittadini di Santa Giustina ai cinque punti contenuti nella petizione che, oltre a chiedere la realizzazione della circonvallazione (punto 1); la pista per i mezzi pesanti al servizio del depuratore e della centrale a biogas (punto 2); alla opposizione alla previsione del casello autostradale previsto all’altezza del Cimitero di Santa Giustina (punto 4); e ai controlli sulla Centrale a biogas e sull’Impianto di depurazione per l’eliminazione delle emissioni odorigene (punto 5); al punto 3 chiedevamo “l’allargamento da una a due corsie per ogni senso di marcia della SS16, nel tratto da Torre Pedrera alla zona Celle, e realizzazione della complanare all’A14 a partire dal punto più vicino al percorso dell’autostrada, precisamente nel tratto compreso tra l’intersezione della SS16 con via Covignano e via Della Fiera. In alternativa alla costruzione della nuova Statale Adriatica nella zona nord di Rimini”. Non a caso un nostro striscione portava la scritta “Volete portarci la statale adriatica? Allora vogliamo anche il mare!”.

A questa petizione non è mai stata data alcuna risposta. Aggiungiamo, a puro titolo informativo, che per quanto riguarda invece la circonvallazione di Santa Giustina (o, per essere più precisi, la “S.S. n.9 Via Emilia – Variante all’abitato di Santa Giustina in Comune di Rimini”), ANAS, nell’ultima comunicazione (8 marzo 2022), ha informato il Comitato che verrà dato “avvio alle attività per l’espletamento della gara di appalto integrato nel corso del secondo semestre del corrente anno”, quindi entro la fine del 2022. Ovviamente a breve solleciteremo nuovamente ANAS per essere aggiornati.

Per quanto riguarda il nuovo tracciato della SS16 ribadiamo ancora una volta la nostra contrarietà alla soluzione adottata. Con una premessa che riteniamo fondamentale e valida per ogni tema affrontato dal Comitato: non siamo contrari a prescindere e neppure per i danni, pur rilevanti, che una scelta può provocare se la scelta di questo tracciato fosse assolutamente necessaria per migliorare la qualità della vita dei residenti, fosse senza alternative ed in grado di risolvere il grave problema del traffico presente sulla SS16. Non entriamo nel merito degli elementi di criticità del nuovo tracciato, sia dal punto di vista economico che, in particolare, per quanto riguarda il rilevante impatto ambientale. Convinti che l’Amministrazione comunale ne sia perfettamente a conoscenza. Vogliamo solo sottolineare che con il nuovo tracciato i danni al territorio riminese, dal punto di vista ambientale, saranno danni irreversibili. Riteniamo che l’attuale Statale 16 debba essere migliorata, sia nel tracciato (in particolare nella parte sud della provincia di Rimini) che per quanto riguarda le sue dimensioni (non una ma due corsie per ogni senso di marcia).

Ma, ripetiamo, per fare questo serve un nuovo tracciato nella parte nord della provincia di Rimini?

A noi pare proprio di no. Non ci sono alternative al nuovo tracciato? Come abbiamo sostenuto fin dal 2013 l’alternativa

esiste. Chiediamo nuovamente all’Amministrazione del Comune di Rimini di opporsi oggi alla realizzazione del nuovo tracciato, chiedendo urgentemente ad ANAS di non realizzare come primo lotto dei lavori la parte nord dello stesso tracciato ed avere quindi il tempo necessario per rivedere il progetto almeno nella sua parte iniziale da Bellaria-Igea Marina a Rimini. Il nuovo tracciato della SS16 non è un problema che riguarda solo i cittadini di Santa Giustina, o

solo gli agricoltori. Per l’impatto sul territorio è un problema che riguarda almeno tutta la città. Abbiamo letto che le massime autorità del Comune di Rimini ritengono non sia più possibile cambiare il progetto in quanto è troppo tardi, con i finanziamenti già stanziati, ecc. Per favore cerchiamo di essere seri! Se quel tracciato dovesse attraversare il centro della città, ad esempio piazza Tre Martiri o piazza Cavour, le stesse persone direbbero che è troppo tardi, con i finanziamenti già stanziati, ecc.? Sicuramente, e giustamente, no! E allora perché se si tratta della periferia si dice che non è più possibile cambiare il progetto? A Santa Giustina l’esperienza della realizzazione della nuova piazza-parcheggio, che ha visto privilegiare interessi di pochi sull’interesse generale; le decisioni in merito all’antenna Vodafone in via Fusignano, anche in questo caso senza tener conto in alcun modo delle alternative possibili, alcune addirittura in proprietà comunali, hanno creato forti perplessità sulla credibilità di questa Amministrazione. Per quanto ci riguarda confidiamo ancora in una decisione coerente con gli interessi generali, visto che l’alternativa esiste. All’Amministrazione del Comune di Rimini la responsabilità della decisione.

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