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Come hanno origine i tumori? La scoperta di alcuni ricercatori

Il pensiero comune è che i tumori hanno origine da una cellula sana che col tempo acquisisce sempre più mutazioni fino a diventare cancerosa, ma un gruppo di ricercatori del Francis Crick Institute di Londra, studiando gli effetti provocati dall’inquinamento atmosferico, ha fatto una scoperta che segna una “nuova era” per la prevenzione e il trattamento della malattia

Che l’inquinamento atmosferico sia tra le cause che provocano il cancro non è certo una recente scoperta, ma ora un gruppo di ricercatori del Francis Crick Institute di Londra ha capito in che modo accade. E sapere come i tumori hanno origine potrebbe rivoluzionare sia la loro prevenzione che il loro trattamento.

Uno dei maggiori esperti mondiali, scrive Bbc, il professor Charles Swanton, ha dichiarato che la scoperta segna una “nuova era” perché “ripensa effettivamente la nostra comprensione di come i tumori hanno inizio”.

LA SCOPERTA

Il team di ricercatori ha scoperto che, anziché causare danni, l’inquinamento atmosferico risvegliava vecchie cellule danneggiate.

PERCHÉ È IMPORTANTE

La comprensione di come l’inquinamento influisce sulla formazione dei tumori è importante per sviluppare nuovi farmaci, ma anche per spiegare come centinaia di sostanze che causano il cancro agiscono sul corpo.

COSA NON QUADRA IN QUELLO CHE PENSIAMO DI SAPERE DEI TUMORI

L’approccio “classico” su come hanno origine i tumori, ricorda Bbc, ritiene che tutto abbia inizio con una cellula sana che col tempo acquisisce sempre più mutazioni nel suo codice genetico, o Dna, fino a raggiungere un punto di svolta. In quel momento diventa un cancro e cresce in modo incontrollato.

Questa idea, però, nota il quotidiano, presenta dei problemi perché le mutazioni si trovano in tessuti apparentemente sani e molte sostanze note per causare la malattia, tra cui l’inquinamento atmosferico, non sembrano danneggiare il Dna delle persone.

DOVE STA LA RIVOLUZIONE

E qui entrano in gioco i ricercatori del Francis Crick Institute che lavorano anche presso l’University College di Londra. Secondo loro, grazie alle prove che hanno elaborato, un’altra spiegazione è possibile.

Il danno, sostengono, “è già presente nel Dna della nostra cellula, raccolto durante la crescita e l’invecchiamento, ma è necessario che qualcosa prema il grilletto per renderlo effettivamente canceroso”.

La scoperta è arrivata studiando il motivo per cui i non fumatori si ammalano di cancro ai polmoni. Secondo i dati riportati da Bbc, infatti, la stragrande maggioranza dei tumori polmonari è causata dal fumo, ma 1 caso su 10 nel Regno Unito è dovuto all’inquinamento atmosferico.

LO STUDIO

Nel loro studio gli scienziati si sono concentrati su una particolare forma di inquinamento e attraverso una serie di esperimenti dettagliati sull’uomo e sugli animali hanno dimostrato che respirare aria inquinata provoca il rilascio di un allarme chimico – l’interleuchina-1-beta – nei polmoni, che causa un’infiammazione e fa attivare le cellule dei polmoni per aiutare a riparare i danni.

Il problema è che, nei polmoni di un cinquantenne, circa 1 cellula su 600.000 contiene già mutazioni potenzialmente cancerogene. E questo spiegherebbe la comparsa del tumore. Le cellule, infatti, appaiono completamente sane finché non vengono attivate dall’allarme chimico, che le rende cancerose.

La buona notizia è che i ricercatori sono riusciti a bloccare la formazione di tumori nei topi esposti all’inquinamento atmosferico utilizzando un farmaco che blocca appunto il segnale di allarme. E, secondo gli esperti, “l’idea di assumere una pillola antitumorale se si vive in un’area fortemente inquinata non è del tutto fantasiosa”.

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