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Come e perché piange l’utile di Edison

Nel primo trimestre del 2022 l’utile di Edison, società energetica controllata dalla francese Edf, ha perso il 72 per cento: colpa del decreto governativo “Taglia prezzi”. Tutti i dati e le previsioni

 

Ieri il consiglio di amministrazione di Edison, società energetica italiana sotto il controllo del gruppo francese Edf, ha approvato i risultati conseguiti nel primo trimestre del 2022.

Il gruppo Edison è il secondo operatore in Italia nella vendita di gas e di energia elettrica.

COME VANNO RICAVI, EBITDA E UTILE NETTO

Da gennaio a marzo di quest’anno l’azienda ha registrato ricavi per 7,1 miliardi di euro, con un aumento significativo rispetto ai 2,1 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. Positivo anche il margine operativo lordo (EBITDA), aumentato di 105 milioni di euro, vale a dire il 41,7 per cento rispetto al primo trimestre del 2021.

È stato forte, tuttavia, il calo dell’utile netto, sceso a 27 milioni contro i 98 del 2021 (-72 per cento): Edison l’ha motivato con l’impatto del decreto “Taglia prezzi” di marzo, quello contenente le misure per il contenimento dei prezzi dei carburanti, del gas e dell’elettricità.

La posizione finanziaria netta al 31 marzo evidenzia una liquidità di 226 milioni di euro; al 31 dicembre scorso il debito ammontava a 104 milioni.

COM’È ANDATA LA DOMANDA DI ENERGIA ELETTRICA

Nel primo trimestre 2022, riporta Edison, la domanda di energia elettrica è stata di 80,3 terawattora, con un aumento del 2,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2021 (influenzata negativamente, in quest’ultimo caso, dalle restrizioni anti-coronavirus).

La generazione termoelettrica è cresciuta a 52,1 TWh (+17,8 per cento), andando a compensare il forte calo della produzione idroelettrica (5,8 TWh, -44,2 per cento) e la diminuzione delle importazioni (9,6 TWh, -20,6 per cento).

In crescita la generazione energetica da fonti rinnovabili: quella dall’eolico è aumentata dell’11 per cento (6,8 TWh) e quella dal solare fotovoltaico del 10,9 per cento (5,3 TWh). La produzione nazionale ha contribuito all’88 per cento circa della domanda elettrica complessiva.

Quanto ai prezzi, nel trimestre gennaio-marzo il prezzo unico nazionale si è attestato su una media di 249,3 euro al megawattora, quattro volte tanto rispetto al valore del primo trimestre del 2021 (59,3 €/MWh).

LA DOMANDA DI GAS

Anche i consumi di gas sono cresciuti nel trimestre considerato, ma in maniera più contenuta: +1,2 per cento su base annua, a 25,5 miliardi di metri cubi.

Gli utilizzi termoelettrici sono aumentati dell’11,6 per cento (7,2 mmc); sono calati, invece, i consumi residenziali (-0,6 per cento, per 13,6 mmc) e soprattutto quelli industriali (-7,8 per cento, per 4,3 mmc) per via del peggioramento del contesto economico. In Italia il prezzo del gas naturale sul mercato spot è stato mediamente di 103,7 centesimi al metro cubo, contro gli appena 19,8 centesimi di un anno prima: c’entra la forte volatilità dei mercati per via delle incertezze sui flussi russi via tubature e sulla guerra in Ucraina.

LE PREVISIONI SUL RESTO DEL 2022

Edison dichiara che, visto il contesto di incertezza normativa e di elevata volatilità delle materie prime, è impossibile prevedere il valore annuale dell’EBITDA. La società tuttavia ritiene “che la sua performance industriale dovrebbe rimanere prossima a quella dell’anno 2021”.

ACQUISIZIONI E RATING

Il 20 gennaio scorso Edison ha perfezionato l’acquisto del 100 per cento di Energia Italia, società che possiede dieci impianti di mini-idroelettrico in Piemonte, per una produzione energetica annuale di oltre 80 GWh.

A fine febbraio l’agenzia Standard & Poor’s ha confermato il rating di lungo termine di Edison a BBB e rivisto l’outlook da stabile a negativo, legando l’andamento della società a quella della capogruppo EDF.

Più recentemente, il 1 aprile Edison ha acquistato una quota di maggioranza (il 70 per cento) di Gaxa, società di commercializzazione di gas e GPL in Sardegna che figura tra i suoi azionisti anche Italgas e Marguerite.

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