Come andranno i conti delle banche

Il punto su conti e prospettive delle banche. L’articolo di Emanuela Rossi

Non male i conti delle banche italiane nei primi sei mesi dell’anno, con utili e ricavi in crescita. La pandemia, insomma, sembra non aver intaccato i bilanci a fronte di un 2020 che aveva creato maggiori difficoltà. È quanto emerge dall’analisi del Centro studi Uilca “Orietta Guerra” sui conti economici dei dodici maggiori istituti di credito del Paese ovvero Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bper, Banco Bpm, Fineco Bank, Montepaschi, Credito Emiliano, Popolare di Sondrio, Volksbank, Cassa di Risparmio di Bolzano, Banco Desio, Carige.

I CONTI DEI PRIMI SEI MESI DEL 2021

Andando a vedere le semestrali dei dodici gruppi bancari si nota che al 30 giugno 2021 l’utile supera i 6,5 miliardi a fronte di una perdita di 319 milioni un anno prima: dunque si registra un incremento di 6,9 miliardi. Secondo la Uilca il motivo è da ricercarsi in particolare nella “riduzione degli accantonamenti su crediti per circa 3 miliardi (-50,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente” e nelle “altre poste negative (presenti solo nel primo semestre 2020)”. Le stime che vedono per il 2021 una crescita economica nel Paese al 5% si riflettono già nei conti economici delle banche analizzate: ricavi in crescita del 7,7%, a 27,5 miliardi, con un aumento delle commissioni del 14,6% a 11,5 miliardi e dei costi operativi dell’1,7%, poco sopra i 9 miliardi, mentre le spese amministrative crescono del 2,4% a 4,4 miliardi. Segno più anche per i ricavi da negoziazione a 2,8 miliardi (+31,6%), in flessione invece il margine d’interesse a 11,6 miliardi (-3,6%).

FOCUS SUGLI UTILI

Sul fronte degli utili spicca la performance di Intesa Sanpaolo, saldamente alla guida della classifica con poco più di 3 miliardi a fronte dei 2,5 miliardi di un anno prima. A seguire Unicredit a 1,9 miliardi che recupera fortemente dal rosso di oltre 2,2 miliardi di giugno 2020 e, a grande distanza, Bper con 502 milioni, 400 milioni in più in 1 anno. Si scende poi con Banco Bpm (361 milioni), Fineco Bank (217 milioni), Montepaschi (204 milioni), Credem (136 milioni), Volksbank (50 milioni), Cassa di Risparmio di Bolzano (42 milioni), Banco Desio (37 milioni) e Carige, l’unica in perdita (-50 milioni). Tutte le banche sono comunque in forte guadagno rispetto al 30 giugno 2020, anche l’istituto ligure che un anno fa era in perdita per 98 milioni.

FOCUS SUI CREDITI DETERIORATI

I crediti deteriorati mostrano segni di flessone in 7 istituti su 12 da fine dicembre 2020 con Intesa Sanpaolo e Unicredit che – ovviamente – ne hanno una mole maggiore (rispettivamente 9,7 miliardi e 9,1 miliardi) così come di crediti in generale (46,3 miliardi e 43,8 miliardi). In totale gli Npl al 30 giugno scorso ammontano a 29,2 miliardi (dai 30,2 di sei mesi prima) e l’Npe ratio netto slitta al 2,3% dal 2,4% che però – se si escludono i primi due gruppi nostrani – è al 2,80% dal 3,19%.

In totale la percentuale di Npl netto è compresa tra lo 0,1% di Fineco Bank e il 3,4% di Montepaschi con Intesa Sanpaolo e Unicredit al 2,1%. Dall’analisi emerge “al netto di cessioni e acquisizioni di crediti deteriorati, una tendenza al rialzo della massa di Npl, la cui gestione è ormai un business molto più redditizio dell’intermediazione creditizia”. Inoltre i regolatori europei hanno favorito l’accesso a nuovi player non bancari nei servizi finanziari “e con la richiesta di limitare gli Npl nei bilanci agevolano la creazione di un mercato degli stessi, i cui quelli che prima erano costi per il sistema bancario diventano ricavi e utili elevati per investitori accorti”.

IL COMMENTO DELLA UILCA

Il responsabile del Centro studi Uilca Orietta Guerra, Roberto Telatin, evidenzia come il sistema del credito sia riuscito a “incrementare gli impieghi in una situazione di ripresa comunque incerta, in cui i consumi non sono ancora tornati ai livelli pre Covid e il settore turistico/leisure risente ancora delle problematiche legate alle modalità di accesso alle strutture e alla prosecuzione della campagna vaccinale”.

Proprio “la solidità e la redditività del settore del credito, riconfermate dai dati del primo semestre 2021 – nota il segretario generale Uilca, Fulvio Furlan -, rafforzano il ruolo centrale che dovrà avere per recepire in maniera produttiva e costruttiva le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e la necessità che si strutturi in modo organico rispetto a tale ottica”. Secondo Furlani il tutto va fatto “nella consapevolezza che il Paese per progredire ha bisogno di coesione sociale, dialogo fra le istituzioni e attenzione ai più deboli”.

L’occasione del Pnrr, secondo Telatin, potrebbe rappresentare uno sprone per il settore bancario che potrebbe “ampliare le proprie attività per favorire più opportunità professionali e più occupazione” e “delineare il suo volto in maniera definitiva perché quando ‘il treno del Pnrr’ sarà in corsa non si avrà il temo di realizzare nuovi player: tutti dovranno dare il massimo per capitalizzare quelle risorse e ridisegnare il Paese; chi è escluso da questo progetto rischia, forse, di esserlo per sempre”.

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