C’è un nuovo elemento che potrebbe risultare determinante per stabilire se concedere o meno lo status di rifugiato: il meteo. No, non si tratta di uno scherzo. Tutto vero. Una recente sentenza del Tribunale di Venezia ha infatti accordato la protezione ad un rifugiato proveniente dal Niger per ragioni legate al cambiamento climatico. Una decisione, quella dei giudici del capoluogo veneto, che potrebbe costituire un preoccupante precedente nella valutazione delle future richieste di ospitalità e dare il là ad un processo di immigrazione senza precedenti.

Questo provvedimento, infatti, introduce di fatto in giurisprudenza lo status di migrante climatico, ovvero colui che fugge dai cambiamenti del clima. Oltre alla guerra, al rischio di subire persecuzioni per ragioni di carattere politico, alla povertà, per i giudici del Tribunale di Venezia anche i mutamenti climatici possono dunque rappresentare un valido motivo per concedere ad un migrante il diritto all’ospitalità.

Orbene, un dubbio sorge spontaneo: ma se allo status di rifugiato politico e di migrante economico si dovesse regolarmente aggiungere anche quello di migrante climatico, quante persone dovremmo legittimamente accogliere nel nostro Paese? Sicuramente chiunque dovesse fuggire da aeree a rischio alluvioni come nel caso del migrante nigerino. Ma non solo. Nel computo dei migranti climatici rientrerebbero di diritto anche tutti coloro i quali dovessero provenire da aeree geografiche ad elevata siccità. E poi, come potremmo negare il diritto all’accoglienza anche a chi proviene da regioni molto calde, troppo fredde, a forte rischio sismico od eccessivamente inquinate?

Insomma, qualunque persona che dovesse arrivare in Italia da una qualsiasi aerea geografica che presentasse una qualsivoglia criticità legata al clima avrebbe riconosciuto di diritto lo status di rifugiato.

La sentenza in questione crea dunque un precedente alquanto pericoloso. E non certo per motivazioni di carattere ideologico legate all’accoglienza. Basandosi su questo provvedimento, infatti, chiunque potrebbe potenzialmente essere considerato un rifugiato, e qualsiasi giudice potrebbe con piena discrezionalità stabilire se e a chi concedere il diritto all’ospitalità. Tanto una qualche motivazione legata al meteo si fa sempre in tempo a trovarla.

Salvatore Di Bartolo, 3 settembre 2022

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