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Chichi, Romagnoli e Ansaldi i colpi, ultimo giorno senza botti: l’analisi del mercato del Parma

Si conclude senza botti l’ultimo giorno di mercato che ha visto il Parma protagonista soprattutto in uscita. Il club di Krause ha lavorato allo sfoltimento della rosa, riuscendo a cedere gli ‘esuberi’ e i calciatori che non rientravano nei piani della società come Hernani, in prestito alla Reggina e Yann Karamoh, a titolo definitivo al Torino. Proprio Karamoh, che lunedì era stato aggregato al gruppo come possibile rinforzo sugli esterni per Fabio Pecchia, ha lasciato il centro sportivo di Collecchio nel pomeriggio per trasferirsi in granata dopo tre giorni di allenamento con il resto dei compagni e firmare un contratto che lo lega al club di Cairo fino al 2025. Di fatto il Parma, con l’addio del francese e senza esser riuscito a chiudere per Zanimacchia, obiettivo dichiarato a inizio mercato, viene a trovarsi senza alternative di ruolo a Man e Mihaila, calciatori designati almeno in queste prime giornate come elementi chiave per il gioco di Pecchia che dovrà adattare sugli esterni gente come Benedyckzak e Tutino, non proprio prime scelte da quel punto di vista. Ha salutato la truppa crociata anche Pasquale Schiattarella, destinato al Benevento. E Vincent Laurini, finito fuori rosa da un paio di stagioni, ha risolto il suo contratto con il club di Krause.

Se il gruppo a disposizione di Fabio Pecchia sarà in grado di competere ad alti livelli e riuscire a centrare l’obiettivo mestamente fallito l’anno scorso lo sapremo solo tra qualche mese. Per oggi ci si limita a dire che il gioco che abitualmente propone il tecnico di Formia tende a ‘logorare’ chi agisce sull’esterno e con soli due calciatori di ruolo come Man e Mihaila davanti (esclusi i profili da adattare in quella posizione), la rosa sembra essere corta soprattutto lì. 

Quanto si è visto nelle prime tre uscite dice che la rosa è stata puntellata pronti via con i riscatti di Elias Cobbaut ed Enrico Delprato, per i quali sono stati spesi complessivamente più di 6 milioni di euro. Un investimento che ha garantito al club due calciatori di proprietà. A proposito di questo: il Parma è una delle pochissime società a disporre unicamente di calciatori di proprietà, dettaglio non trascurabile. La difesa è stata completata con l’arrivo di uno dei centrali più vincenti della categoria: Simone Romagnoli dall’Empoli (a costo zero), e con l’acquisto di uno dei portieri che meglio ha fatto nella passata stagione in Serie B. Leandro Chichizola si è dimostrato degno erede (e per ora è anche avanti nelle gerarchie) di Gigi Buffon. 

A centrocampo il club ha preferito puntare sull’esperienza e il carisma di Estevez, prelevato dal Crotone per una somma superiore al milione di euro, e sulla freschezza di Buayi-Kiala, francese di cui si dice un gran bene che farà da spola tra la prima squadra e la Primavera. Davanti, l’intenzione del Parma era quella di puntare su Roberto Inglese, tentando di rivitalizzarlo dopo un paio di stagioni segnate da guai fisici e altre problematiche. Inglese sta rispondendo, il primo gol sembra aver dato ragione alla dirigenza crociata che aveva provato a lavorare su un grande nome senza esito. La soluzione Charpentier ha messo tutti d’accordo: l’attaccante francese si giocherà un posto con Roberto Inglese per il ruolo di prima punta. Charpentier però ha bisogno di lavorare, non può essere al top, per forza di cose. Viene da un infortunio e deve recuperare la migliore condizione. Stesso discorso vale per il colpo Ansaldi: l’argentino ha già esordito, tra l’altro nel ruolo di esterno alto. E’ un jolly, può ricoprire più posizioni in campo e questo può rappresentare un bene per Pecchia che chiede all’ex Torino, oltre che carisma e leadership, anche un po’ di qualità. In lui la può sicuramente trovare. 

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