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Chi sono i grandi imprenditori che finanziano l’estrazione di metalli in Groenlandia

KoBold Metals, startup sostenuta anche da Jeff Bezos e Bill Gates, vuole estrarre nichel e cobalto per le batterie in Groenlandia. Per farlo, si affida all’intelligenza artificiale. Tutti i dettagli

La startup mineraria statunitense KoBold Metals sta cercando un grande deposito di nichel e cobalto – entrambi fondamentali per le batterie, e di conseguenza per la transizione energetica – nella costa occidentale della Groenlandia. La ricerca si sta svolgendo sull’isola di Disko e sulla penisola del Nugssuaq e riguarda “un deposito che sarà il primo o il secondo più grande al mondo” dei due metalli, ha detto alla CNN l’amministratore delegato Kurt House.

CHI FINANZIA KOBOLD METALS

KoBold Metals è nata nel 2018, ha sede in California ed è finanziata da diversi grandi imprenditori come Michael Bloomberg, Jeff Bezos di Amazon e Bill Gates di Microsoft attraverso il fondo Breakthrough Energy Ventures, istituito proprio da Gates e dedicato alle tecnologie per le energie pulite.

L’UTILIZZO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Si differenzia dalle aziende del settore più tradizionali perché sfrutta l’intelligenza artificiale per ottimizzare il processo di ricerca dei giacimenti.

LA PARTNERSHIP CON BLUEJAY MINING

KoBold aveva firmato un accordo con la società britannica Bluejay Mining per l’esplorazione di depositi metalliferi in Groenlandia, formando una joint venture 51-49. E aveva fatto sapere che avrebbe pagato 15 milioni di dollari entro la fine del 2024 per il finanziamento del progetto Disko-Nuussuaq. Stando alle valutazioni di Bluejay, il territorio della Groenlandia occidentale ha delle somiglianze geologiche con la regione di Norilsk, in Russia, dove si producono grandi quantità di nichel.

LE TRIVELLAZIONI INIZIERANNO L’ESTATE PROSSIMA?

CNN ha raccontato che il gruppo di lavoro di KoBold e Bluejay stanno raccogliendo campioni di suolo ed effettuando rilevazioni aeree tramite droni ed elicotteri per misurare il campo elettromagnetico della sottosuperficie e “mappare” gli strati rocciosi. I dati raccolti vengono poi analizzati da una piattaforma di intelligenza artificiale che aiuterà a selezionare i luoghi in cui trivellare, forse già la prossima estate.

I VANTAGGI LOGISTICI DELLO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI

Møller Stensgaard, amministratore delegato di Bluejay, ha detto alla CNN che c’è preoccupazione per l’impatto dei cambiamenti climatici in Groenlandia: l’Artico si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto al resto del mondo. Ha però anche aggiunto che “i cambiamenti climatici hanno reso l’esplorazione e l’estrazione mineraria più facile e più accessibile”. Per via dello scioglimento dei ghiacci, infatti, è più semplice navigare tra le acque artiche: questa situazione permette a KoBold sia di far arrivare alla base i macchinari pesanti di cui ha bisogno per le trivellazioni, sia poi di mettere in commercio i metalli che estrae.

Mike Sfraga, presidente della Commissione per la ricerca artica degli Stati Uniti, ha dichiarato che “se queste tendenze continueranno anche in futuro, non c’è dubbio che un numero maggiore di terreni diventerà accessibile e che alcuni di questi terreni potrebbero avere il potenziale per lo sviluppo minerario”. Ha assicurato che lo sfruttamento minerario non è in contraddizione con la tutela dell’ambiente.

LE RISERVE MINERARIE DELLA GROENLANDIA

Secondo l’Istituto geologico di Danimarca e Groenlandia, il sottosuolo dell’isola potrebbe contenere riserve importanti di carbone, oro, zinco, rame e terre rare. Gli obiettivi che l’Unione europea, gli Stati Uniti e altri governi nel mondo si sono dati sulla riduzione delle emissioni di gas serra e sulla trasformazione “sostenibile” dell’industria e dei trasporti mettono questi paesi davanti a un serio problema di vulnerabilità strategica: ad oggi, infatti, tutti loro dipendono dalla Cina per le forniture di metalli critici per la transizione, in particolare per le terre rare.

I VANTAGGI STRATEGICI PER USA E UE

Da un punto di vista strategico, la Groenlandia potrebbe essere la fornitrice perfetta di metalli per Washington e Bruxelles: fa geograficamente parte del Nordamerica, mentre politicamente è legata alla Danimarca, membro dell’Unione europea.

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