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Caro Crisanti, abbiamo già il record di morti – Claudio Romiti

Era abbastanza scontato che le forze politiche, Pd e affini in particolare, che hanno utilizzato la pandemia di Sars-Cov-2 per mere ragioni di consenso, cercassero di raccoglierne i frutti nelle elezioni del 25 settembre. Tant’è che l’arruolamento nelle liste elettorali di alcuni santoni della paura virale del calibro di Andrea Crisanti conferma pienamente l’assunto.

Crisanti, sulla cui scelta si è aperto un ampio dibattito, è partito in quarta sparacchiando balle spaziali sui numeri – cosa che per la verità ha spesso caratterizzato la comunicazione di codesti personaggi a metà tra lo scienziato e lo sciamano -, cercando di far par passare l’idea secondo la quale con un governo di destra l’Italia avrebbe vissuto una colossale ecatombe. Al virologo esperto di zanzare ha fatto da controcanto Roberto Speranza. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro delle restrizioni virali, sul tema del diritto alla salute, ha parlato dei rischi che corre il Paese nell’aderire alla proposta politica di “Salvini e Meloni, che strizzano l’occhio a Bolsonaro, Le Pen, Putin e Orban.”

In entrambi i casi si manifesta in modo chiarissimo la tendenza, che oramai dura dall’inizio della pandemia, ad utilizzare i morti e la paura inconscia che un simile richiamo suscita come un potente strumento di pressione politica. Lo stesso Crisanti è arrivato a sostenere che con “Salvini ci sarebbero state 300 mila vittime di Covid al posto di 140mila.” Ora, facendo una banale ricerca sui principali siti internazionali che raccolgono i dati, abbiamo avuto la conferma del fatto che l’Italia proprio sul dato dei decessi, i quali vanno comunque presi con le molle, si trova in cima alla ben poco lusinghiera classifica.

Intanto, a beneficio del Crisanti, il dato aggiornato sui morti italiani positivi al tampone è di circa 174.300, un numero assai superiore rispetto a quello citato dal distratto virologo de’ sinistra. Ma è sul raffronto con altri grandi Stati europei che casca letteralmente l’asino. Infatti, secondo quanto riportato sul sito worldometers.info, il quale raccoglie i dati in tempo reale, in Italia “vantiamo” 2.892 morti per milione di abitanti con il Covid, contro i 2.725 dell’aperturista Regno Unito, i 2.392 della Spagna, i  2.338 della Francia e i 1.733 della Germania. Persino l’eretica Svezia, in cui secondo la nostra impresentabile informazione mainstream si moriva come mosche, è molto al di sotto del Paese di Pulcinella, Speranza e Crisanti, con 1.920 decessi.

Ma non basta. Osservando la curva dell’eccesso di mortalità, la quale si basa sul raffronto con il quinquennio precedente, il disastro della linea sanitaria adottata in Italia, anche grazie al concorso ideologico di personaggi come Crisanti, appare ancor più  evidente. Con numeri cumulati dall’inizio della pandemia, l’Italia ha ampiamente superato, sempre per milione di abitanti, i 3.100 morti, invece il Regno Unito e la Spagna non arrivano a 2.500 decessi, con Francia e Germania che si attestano intorno ai 1.200.

Infine, appare ancor più eclatante il fatto che la medesima curva, mentre nel resto dei Paesi europei tende ad appiattirsi a partire dai primi mesi del 2021, da noi essa ha continuato a salire imperterrita senza soluzione di continuità fino ad oggi. Ciò significa due cose:

1. che le più drastiche misure di contenimento della pandemia, sul modello liberticida della Cina, si sono dimostrate addirittura controproducenti;

2. che i demenziali protocolli imposti da Speranza e soci, con i quali si è data la priorità assoluta al Covid, stabilendo quasi per decreto la scomparsa di tante altre gravi malattie, ha ostacolato la cura di tutta una serie di patologie spesso ben più mortali del coronavirus ma meno attrattive sul piano del consenso immediato.

Quindi, egregio professor Crisanti, non c’è bisogno di evocare il pericolo di un disastro sanitario. Il disastro è già avvenuto ed è stato causato proprio dalla linea di politica sanitaria imposta al Paese dai suoi attuali leader di coalizione.

Claudio Romiti, 18 agosto 2022

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