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Carlo III: limiti e stravaganze che potrebbero essere un problema per il re

Carlo III è stato erede al trono per talmente tanto tempo, per tutto il regno di sua madre, e principe del Galles, per poco di meno. Arriva al trono con una storia alle spalle che Elisabetta, salita al trono 26enne non aveva. A parte la passione per cavalli e cani nessun fuoco è mai apparso nella regina britannica più longeva: ce ne sono stati evidentemente, ma la corona non si espone, non prende posizione. Carlo lo ha fatto ben più di una volta e questo peserà, come un limite, su di lui, insieme a qualche altre cosetta, a partire dalla sua età.

Età

Carlo arriva a essere re a 73 dopo un’attesa come nessun altro. Ci arriva all’età in cui molti altri monarchi nel resto d’Europa tendono a ritirarsi, ad abdicare, lasciando spazio ai figli. Abdicazione, dopo Edoardo VIII, è parola non amata in casa Windsor. Elisabetta non lo avrebbe mai fatto. Nel discorso alla nazione Carlo ha detto chiaramente che non lo farà. William è il suo erede, sarà principe di Galles e avrà la sua attesa. Certo è però che molta parte dell’opinione pubblica avrebbe voluto la giovane coppia, William e Kate, sul trono, un po’ come erano stati Elisabetta e Filippo.

Il Regno Unito ha un re nonno, che matematicamente regnerà meno della madre. Più difficile definire un’epoca diventando re alla soglia dei 74 anni. Certamente non teme la superstizione: Carlo I è stato decapitato, suo figlio tornò dopo l’esperienza repubblicana e si guadagnò il soprannome di monarca allegro. Per molti Carlo avrebbe dovuto scegliere il nome di Giorgio VII, in omaggio al nonno, ma come si fa a cambiare nome dopo 73 anni?

Lady D

Non sono mancati gli scheletri nell’armadio di Carlo, ma forse l’eredità più grande che si porta dietro è il ricordo che il mondo ha di Diana e di quel matrimonio con un ospite in più che ha fatto di lui un marito traditore. Da quell’intervista e dal quel matrimonio sono passati decenni e nel suo primo discorso alla nazione Carlo ha citato colei che sarà con lui sul trono Camilla, che non è più la terza incomoda, ma la regina consorte. Esiste ancora nell’opinione pubblica un partito di Diana che proprio non perdona Carlo il traditore (proprio non un complimento per un re).

Harry

Parlando alla nazione Carlo III ha reso ancora più ufficiale la posizione di William con il titolo di principe del Galles e ha rinnovato l’amore per il secondogenito Harry e la nuora Meghan, ma ha ribadito che hanno un’altra vita dall’altra parte del mondo. Harry potrebbe essere una complicazione: la casa reale certamente non vuole interviste come quella dell’anno scorso con Oprah Winfrey.

Carlo lo stravagante

Anche questo non sarebbe un complimento per un re, ma le cronache rosa hanno spesso narrato le sofisticatezze a cui è abituato Carlo, cresciuto come un principe di altri tempi. Certamente galante ed educatissimo, ma capace di grandi bizze, con un valletto he gli spalma il dentifricio e il proprio materasso sempre al seguito. Deve stare attento a ricordare che è vive nel nuovo Millennio, non nel Seicento.

Le uscite

Le opinioni del re sono più he note al mondo su diversi argomenti, su tutti la questione ambientale che sostiene fin dagli anni Settanta, ma anche su argomenti politici. Non avrebbe dovuto averne da erede al trono, ancor meno da re. Ha detto che seguirà le orme di sua madre. Sarà davvero difficile, visto che tutti sanno quello che pensa, rappresentare senza dare alcun indirizzo il popolo britannico. Sa però di doverlo fare. Lo ha reso chiaro nel suo primo discorso da re. «Non mi sarà più possibile dedicare così tanto tempo ed energie agli enti di beneficenza e alle questioni a cui tengo tanto profondamente, ma so che questo importante lavoro andrà avanti nelle mani fidate di altri».

Gli scandali

Non c’è solo il matrimonio a tre. Raccontano le cronache di un suo portaborse costretto alle dimissioni per aver accettato, a nome della fondazione di beneficenza del principe, milioni di sterline da un uomo d’affari di origini arabe. In cambio avrebbe dovuto avere un seggio alla camera dei Lord che non gli è stato dato. Carlo ha detto di essere estraneo alla vicenda, ma un po’ troppa leggerezza in questioni del genere non giova all’immagine di un re che deve tenere insieme un Commonwealth pieno di nazioni pronte a lasciare la corona.

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