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Cambia il Consiglio di Sicurezza dell’Onu: l’elezione “storica”

di Andrea Gebbia, da Ehrendingen (Svizzera)

Con la guerra in Ucraina, che ormai dura purtroppo da più di cento giorni, in Svizzera torna di attualità l’Onu con il suo ruolo di garante della pace nel mondo, anche se al momento è sicuramente latitante in Europa.

La Svizzera ha aderito all’Onu nel 2002 e oggi, per la prima volta nella storia, ha ottenuto uno dei dieci seggi non permanenti nel Consiglio di Sicurezza per il biennio 2023-2024. L’Assemblea Generale ha votato a New York la Svizzera con 187 voti (su 193 membri), garantendole quello che il Blick ha definito uno splendido risultato (Glanzresultat).

A dir la verità, come sostiene 20min.ch, l’esito non è mai stato in dubbio, poiché i candidati erano meno dei 10 previsti (oltre alla Confederazione Elvetica, Malta, Giappone, Mozambico ed Ecuador sono stati selezionati come membri non permanenti): quindi il voto è stato una pura formalità.

Come riportato dal sito del Dipartimento Federale degli Affari Esteri (il Ministero degli Esteri), la Svizzera intende ribadire il suo impegno per la pace e la sicurezza, con lo slogan “Un più per la pace” (giocando sulla croce bianca della bandiera che simboleggia, appunto, anche l’operazione di addizione).

Con il posto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Svizzera potrà ulteriormente promuovere i suoi valori di politica estera secondo la sua strategia 2020-2023. Un ordine globale basato su Stati di diritto e chiare regole è molto importante per questo Paese che dipende molto dalle esportazioni.

Il peso della politica estera sarà incrementato e offrirà ulteriori possibilità di codecisione, specialmente per la sede dell’Onu di Ginevra, importante polo economico.

Come citato dal Blick, le priorità elvetiche elaborate dalla commissione esteri del parlamento vertono su quattro punti fondamentali: garanzia di una pace sostenibile, protezione delle popolazioni civili, sicurezza climatica ed efficienza.

Il presidente della Confederazione Elvetica, nonché ministro degli esteri, il ticinese Ignazio Cassis, che ha votato all’Assemblea a New York, ha commentato il brillante risultato dicendo che il seggio nel Consiglio di Sicurezza porta credibilità alla Svizzera, che potrà così dare il suo contributo alla pace e alla stabilità.

I soli scontenti sono stati i parlamentari dell’Unione di Centro (o, in tedesco, SVP, Schweizerische Volkspartei, partito nazionalista, populista di destra, da sempre contrario alla candidatura della Svizzera al Consiglio di Sicurezza dell’Onu). Essi, rivendicando la storica neutralità elvetica, hanno manifestato oggi davanti al Parlamento a Berna con uno striscione polemico che recitava “Adesso la Svizzera è decisamente belligerante”.

L’articolo Cambia il Consiglio di Sicurezza dell’Onu: l’elezione “storica” proviene da Nicola Porro.

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