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Bucha, Der Spiegel: i soldati russi intercettati parlano del massacro. “Prima interroghi, poi spari”: gli indizi di una precisa strategia

Prima interroga i soldati, poi spara loro: è una delle frasi captate dall’intelligence estera tedesca, che ha intercettato il traffico radiofonico dei militari russi in Ucraina. Secondo il settimanale Der Spiegel, il Bundesnachrichtendienst (Bnd) ha in mano informazioni che dimostrano come il massacro di Bucha non sia stato né casuale né dovuta all’iniziativa di singoli soldati. Anzi, secondo gli 007 di Berlino, le torture e le esecuzioni sommarie nella cittadina alle porte di Kiev sarebbero parte di una precisa strategia, decisa a tavolino con l’obiettivo di diffondere paura e terrore tra la popolazione civile e quindi soffocare la resistenza. Le intercettazioni raccolte, che mercoledì sono state consegnate al Parlamento tedesco, dimostrano secondo quanto riporta Der Spiegel che i membri del gruppo Wagner hanno avuto un ruolo nelle atrocità commesse a Bucha.

Il settimanale tedesco, nell’articolo firmato da Melanie Amann, Matthias Gebauer e Fidelius Schmid, scrive che la Bnd ha intercettato discussione via radio tra membri dell’esercito russo che discutevano dell’uccisione di civili a Bucha. “Parlavano delle atrocità così come della loro vita quotidiana“, si legge nell’articolo di Der Spiegel, secondo il quale le prove raccolte dall’intelligence smentiscono completamente la versione fornita dai russi su quanto accaduto. Nelle intercettazioni, infatti, i racconti dei soldati di Mosca corrispondono alle posizioni dei cadaveri trovati lungo la strada principale. Un militare rivela che lui e un suo collega avevano sparato a un uomo in bicicletta. Ed effettivamente a Bucha è stato trovato un corpo ancora vicino alla sua bici. In un altro messaggio radio, la Bnd riporta la frase di un uomo: prima interroga i soldati, poi spara loro.

La cittadina alle porte di Kiev è stata occupata dai russi fino al 30 marzo e teatro del peggior episodio di uccisioni di massa di civili dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Oltre ai cadaveri trovati lungo la strada, dopo la ritirata sono state trovate anche fosse comuni e stanze di tortura. Alcuni corpi avevano le mani legate, altri mostrano evidenti segni di violenze. Il ministro degli Esteri di Mosca, Serghej Lavrov, l’ha definita una “messinscena”. Vladimir Putin ha parlato di “ciniche provocazioni” dell’Occidente. Oltre alle foto, ai video e alle testimonianze dirette del massacro dei civili, le immagini satellitari hanno dimostrato che i corpi dei civili massacrati a Bucha si trovavano per strada già dall’11 marzo. Ora, scrive Der Spiegel, le intercettazioni in mano alla Germania sono l’ulteriore prova di quanto commesso dai russi, con “dettagli strazianti” che però il settimanale non ha rilevato nel dettaglio.

Non solo, i discorsi via radio tra i soldati russi potrebbe fornire elementi decisivi per comprendere anche chi siano i responsabili e i mandati del massacro. Gli indizi portano la Bnd a ritenere che ci sia stato il coinvolgimento del Gruppo Wagner, i mercenari russi già protagonisti in Siria, Libia, Repubblica Centraficana e Mali, dove sono stati mandati da Putin e sono stati accusati di particolare crudeltà. Soprattutto, le intercettazioni dimostrerebbero un metodo consolidato dell’esercito russo. Gli abitanti sopravvissuti hanno raccontato che inizialmente a Bucha sono arrivati soldati giovani: l’unità militare 51460 della 64esima brigata di fucilieri motorizzati, guidata dal colonnello Omurbekov Azatbek Asanbekovich. Oltre 1.600 ragazzi, molti di loro senza nemmeno un grado militare. Poi però sono stati sostituiti da truppe cecene, come hanno riferito sempre i testimoni oculari.

Secondo l’intelligence tedesca, quanto accaduto a Bucha non è il frutto dell’azioni di singoli soldati che hanno perso il controllo. Anzi, si ipotizza che la sostituzione dei militari giovani con truppe più esperte, e più crudeli, sia stata voluta dal comando russo. Gli atti brutali, secondo le valutazioni degli 007, fanno parte della strategia dell’esercito di Putin, con l’obiettivo di spegnere la resistenza dei civili tramite il terrore. Sempre secondo quanto riporta Der Spiegel, la Bnd ha in mano anche altre intercettazioni che però non riguardando fatti avvenuti a Bucha. Il timore dell’intelligence, quindi, è che massacri simili siano avvenuti anche in altre città. In particolare, nella parte sud dell’Ucraina vicino a Mariupol, la città assediata e distrutta dai russi.

L’articolo Bucha, Der Spiegel: i soldati russi intercettati parlano del massacro. “Prima interroghi, poi spari”: gli indizi di una precisa strategia proviene da Il Fatto Quotidiano.

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