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BTM Puglia 2022, verso un turismo sempre più enogastronomico e sostenibile

Si conclude oggi BTM Puglia 2022, una manifestazione di tre giorni dedicata al Business Tourism Management. Quella del 2022 è la settima edizione che, dopo due anni di stop, torna a svolgersi in presenza e arriva per la prima volta a Taranto. Ad accogliere aree espositive, conferenze, panel e workshop sono state tre location, dislocate a pochi metri di distanza una dall’altra nel centro della città: il Circolo Ufficiali e il Circolo Sottufficiali della Marina Militare e il Teatro Orfeo.

I temi di BTM 2022

Tra le principali manifestazioni b2b dedicate alla promozione del turismo del sud Italia, BTM Puglia vuole proporsi sempre più come faro di attrazione per il turismo incoming in Italia. L’edizione di quest’anno ha previsto quasi 100 eventi in 3 giorni, che avevano come filo conduttore la sostenibilità, necessità che non ammette più ritardi nell’agire. A questo tema è stato dato ampio spazio nella parte convegnistica, declinata nelle sezioni Green & Blue Destinations, Cultura e Turismo, Innovation & Trends, Digital & Food Tourism. 

Tante altre le aree tematiche sviluppate: BTMinLove, la sezione del wedding tourism, BTMgusto, dedicata al turismo enogastronomico, BTM tra le righe, con la presentazione dei migliori titoli editoriali, BTM 4JOB, con l’incrocio di domanda e offerta, e BTM Lab, workshop di approfondimento sul destination management per mettere in rete le buone pratiche di promozione delle destinazioni e utilizzo dei fondi pubblici.

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© Facebook BTM

Il futuro del turismo tra sostenibilità e pandemia

“Tornare a fare eventi in presenza dopo due anni ci permette oggi di lanciare un messaggio importante sulla ripresa del turismo”, afferma Nevio D’Arpa, fondatore di BTM Puglia. Tra gli argomenti di riflessione principali non poteva infatti mancare la pandemia, che ha profondamente cambiato lo stile di vita delle persone, il loro approccio al viaggio e il valore dato al tempo libero. Come ha detto Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, “la pandemia ha ci ha fatto capire che il mondo del turismo è vulnerabile” ed è quindi necessario fare ulteriori riflessioni e mettere in campo nuove strategie. 

Diventa centrale ad esempio la digitalizzazione: la pandemia ha dato una forte spinta in questo senso mettendo sotto gli occhi di tutti però l’arretratezza del settore turistico in questo campo (nel 2019 il 75% dei musei italiani non aveva un sito internet). Tutti gli attori turistici sono stati costretti a fare un salto in avanti di vent’anni per uniformarsi agli standard europei. La strada da fare è ancora lunga e investire nella comunicazione digitale in ambito turistico è oggi una priorità.

Un trend positivo emerso dopo la pandemia è stato l’aumento del turismo di prossimità, che può essere un ottimo spunto per il rilancio di località minori e meno conosciute, per destagionalizzare e favorire un turismo di qualità a discapito di un turismo di massa. Lo slow tourism, infine, trend noto già da diversi anni, diventa sempre più attento e sostenibile verso l’ambiente, la comunità e le culture locali.

Turismo enogastronomico in crescita costante

Non poteva mancare una sezione interamente dedicata alla gastronomia e al turismo eno-gastronomico. BTM Gusto ha proposto nei tre giorni di manifestazione la EatExperience Room e la Food&Wine Tasting Room, aree dedicata a percorsi tematici ed esclusive esperienze sensoriali, oltre a conferenze e panel a tema.

Come afferma Nicoletta Polliotto, membro del comitato scientifico della fiera e responsabile della parte food e digital tourism,“la gastronomia è centrale nell’offerta turistica italiana e quindi nel rilancio del turismo in Italia. A dirlo sono i numeri: i dati del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021 dimostrano che dal 2016 vi è stata una crescita costante di questo ambito turistico. Il 71% degli Italiani considera l’offerta enogastronomica di un luogo determinante nella scelta della meta di un viaggio, spinti dall’interesse ad approfondire l’aspetto culturale dell’enogastronomia di un territorio.”

“La gastronomia – continua Polliotto – si inserisce perfettamente nella tendenza post-pandemica di una ricerca di autenticità da parte del viaggiatore. Lo stile di vita è cambiato, sono aumentati lo smart-working e il nomadismo digitale, si ricercano gli spazi ampi, la natura e si sente il bisogno di vivere come i locali, arricchendo la propria vita di esperienze memorabili.”

Potrebbe interessarvi anche: Rapporto sul turismo enogastronomico 2021: i viaggi del gusto vincono sulla pandemia.

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© Sito greenroad.it

Esempi virtuosi per un turismo di qualità

Tra gli espositori di BTM Gusto spicca Salento Delle Murge, una rete di 24 imprese di vari settori che lavorano in sinergia per promuovere il territorio di questa sub regione salentina in modo innovativo e sostenibile. Dall’unione di professionalità di tour operator, aziende agricole ed esercizi commerciali, questa rete mira ad offrire un’esperienza turistica collettiva con percorsi tra arte, folklore, storia e cibo per mostrare tutti gli aspetti fuori dalle più conosciute rotte turistiche.

Al lavoro per favorire lo sviluppo del territorio rurale pugliese c’è poi Gal Magna Grecia. Il Gal (gruppo di azione locale) è un partenariato che ha il compito di elaborare e attuare una strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo, sostenuta da uno o più fondi europei. Il Gal Magna Grecia, costituito nel 2017, riunisce attualmente 11 comuni della provincia di Taranto. Tra i progetti finanziati citiamo la greenroad.it, un percorso di 132 km che collega gli undici comuni, per incentivare la mobilità lenta, valorizzando da un lato i beni culturali e naturali mediante cammini e percorsi, dall’altro promuovendo l’enogastronomia locale attraverso la visita di masserie, delle aziende di produzione e degustazione e dei loro prodotti.

A proposito di turismo sostenibile, a presentare il suo progetto al settore dell’hospitality di BTM Puglia c’è anche  Too Good To Go, app leader contro lo spreco alimentare. Gli hotel si ritrovano spesso ad affrontare una domanda variabile e imprevedibile, il che può tradursi in enormi quantità di cibo sprecato dai buffet troppo abbondanti. Con Too Good To Go è possibile vendere le eccedenze alimentari di catering e buffet con un ritorno positivo per tutti: aziende, clienti e pianeta.

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