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Blog | LOL 3: torna la battaglia per resistere alla risata – Il Fatto Quotidiano

Sarà su Prime Video dal 9 marzo la nuova stagione dell’unico show puramente comico rimasto in tivù. Anzi, in piattaforma. Le prime quattro puntate per iniziare, e le ultime due dal 16 marzo. LOL 3 è una gara a chi ride per ultimo. Lo studio in un ambiente living in stile Grande Fratello, un palco da stand up comedian, un plotone di telecamere sparse e puntate su ogni azione e un gruppo di attori e comici che devono sopravvivere per sei ore senza ridere. Del resto il claim “chi ride è fuori” è molto chiaro. La prima stagione, andata online durante la pandemia, vide vincere Ciro Priello dei Jackal. Quest’anno il suo compare Fabio Balsamo riporta nello studio la veracità partenopea, ma a sua detta libera dai luoghi comuni. E già si gioca a estremi e contrasti.

Pasquale Petrolo, Lillo per il grande pubblico, inventò invece Posaman e altri sketch diventati tormentoni negli ultimi due anni. Probabilmente i primi in Italia a uscire da una piattaforma. Nella seconda edizione, lo scorso anno, Lillo tornò come disturbatore, elemento che aggiunse follia alla tortura a gag e facce tese dei concorrenti. Lo scontro finale vide Virginia Raffaele che pur a colpi di belenate si piegò al riso di fronte al nuovo campione Maccio Capatonda, che quest’anno raccoglie l’eredità di Lillo irrompendo con Riposaman, una versione narcolettica e fannullona del suo precedente che promette già scintille. Spoiler: uscirà da un divano!

Le prime immagini si trovano nel trailer, ma non contenti, in casa Amazon hanno deciso di presentare alla stampa questa nuova combriccola di comici, che ha già registrato tutta la stagione di LOL 3, e il vincitore o la vincitrice è ovviamente un segreto. Host, non presentatrice, come ha tenuto ironicamente a sottolineare Serena Dandini, che purtroppo abbiamo visto solo in live per accompagnare l’incontro stampa. Host, padroni di casa nel programma invece Fedez e Frank Matano. Il primo, unico grande assente della presentazione romana.

“Di solito nella preparazione ti confronti con gli autori perché all’interno di LOL non necessariamente funzionano delle gag di repertorio che funzionano sul palco, dove c’è un distacco con il pubblico” ha spiegato Matano parlando di come si costruisce questo tipo di comicità. “Qui l’improvvisazione sta nella reazione degli altri, perché non sanno cosa ti sei preparato”. Una battaglia comica senza quartiere infatti. Dove a una battuta c’è sempre una risposta inaspettata. E questa chimica può creare momenti imprevedibili e altamente comici. Collaborativi come Max Angioni, che nella seconda stagione improvvisò dal nulla un incontro di wrestling contro Capatonda. O da grandi solisti, come accadde con il tiptap interminabile di Elio in LOL 1, che azzittì tutti pur di non scoppiare a ridere.

Siamo sempre in una sfera che sfiora il demenziale perché di appigli ai fatti di cronaca o politici non ce ne sono, evidentemente vietati da format e autori. Perciò si procede con una comicità basata sulla vita reale e le piccole quotidianità, sfociando anche in clownerie di puro intrattenimento leggero fatto di smorfie, caratterizzazioni grottesche, personaggi inventati o cavalli di battaglia. Come il critico d’arte o Quelo, che Corrado Guzzanti riportò su piccoli e piccolissimi schermi in LOL 2.

Quest’anno nel cast Luca e Paolo, Herbert Ballerina, l’attore Cristiano Caccamo, forse l’unico pesce fuor d’acqua e in teoria il meno comico; ma poi i veterani Marina Massironi, Nino Frassica e Paolo Cevoli, temibilissimi; e le giovani Brenda Lodigiani (che iniziò il suo percorso nella comicità proprio con Maccio) e Marta Filippi, doppiatrice che con le sue mille caratterizzazioni vocali potrebbe essere il jolly, la carta matta di questa edizione.

E mentre Capatonda in conferenza si travestiva da giornalista, tale “Aldo Francesconi di Molluschi e Trattori”, per fare una domanda al suo compagno di merende Ballerina con la volontà di mettere tutta la categoria stampa giustamente in ridicolo, partivano ballerine oba-oba, una banda musicale in divisa e aneddoti vari dei comici in gara sulle più astruse e dolorose strategie adottate per non ridere.

Ridere per ridere il format LOL. Ricorda un po’ Indietro Tutta questo spensierato carrozzone nonsense di Prime Video, ma confezionato come un GF. Peccato duri un soffio di appena sei puntate da 25 minuti (mentre il Grande Fratello un giorno potrebbe arrivare ai 25 mesi, ahinoi). Anzi, umanamente già lunghissimo per la sopportazione al riso dei concorrenti. Sarà questa la nuova strada per la comicità? Un game show mordi e fuggi, un format breve e intenso per accaparrarsi la discontinua attenzione del pubblico riplasmato dai social in scivolosità e incostanza? Sicuramente si ride e si fa ridere diversamente da quando la rete e i social hanno di fatto soppiantato la tivù, e questo LOL si presenta come ibrido sopravvissuto. Come un pesce che respira aria. Ecco, forse si sta tracciando la nuova via per l’intrattenimento umoristico mainstream. E le altre piattaforme staranno già riflettendo sul contrattacco comico.

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