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Berceto entra nel circuito interregionale Castelli del Ducato

Redazione 23 agosto 2022 10:00

Dire Berceto significa immaginare un borgo medievale dall’anima ospitale sull’Appennino Parmense con una copertura di boschi superiore al 76%, tra faggi, castagni, querce, dove si può andare per funghi, prugnoli e porcini in particolare, sette giorni su sette e portarne a casa al massimo 3 chilogrammi al giorno. Dire Berceto, in Emilia Romagna, significa trovare l’azzurro Lago Bozzo ed il torrente Manubiola e Baganza; in primavera, estate e autunno fare nel verde lunghe escursioni a piedi e a cavallo lungo i sentieri; organizzare picnic in aree sosta, ad esempio al Laghetto Eva, un lago artificiale – chiuso in estate da una diga sul Baganza – dove c’è anche una caratteristica spiaggetta e un bar. Dire Berceto significa tante passeggiate en plein air: ad esempio sul sentiero per ‘Miniera Pietra del Fuoco’, sul sentiero ‘Gli Scalpellini’ per Denti del Gigante. Ad esempio lungo la Via Francigena, dove c’è una piccola area di sosta panoramica in località Ripasanta: qui sorge la Maestà di San Moderanno, una piccola cappella votiva dedicata al patrono di Berceto dove i pellegrini sono soliti poggiare un sasso, una moneta, un fiore di devozione al santo. A Berceto, in particolare al Passo della Cisa, lungo il crinale dei monti c’è il crocevia di due dei tre più importanti cammini, il sentiero Italia, la via Francigena e l’Alta Via dei Parchi e dove è stato da pochi anni installato un monolite in sasso rappresentante l’incrocio di storia e cultura.

Dire Berceto significa mettere la punta dei piedi nel fiume Taro, nei pressi di ponte di Pietra Mogolana dove spiccano emotivamente potenti i resti di un antico castello su uno spuntone di roccia a picco sul corso d’acqua. Lungo il torrente Baganza e Manubiola ci sono punti stupendi anche con cascate bellissime da vedere.

Dire Berceto significa entrare a pieno titolo nella grande architrave della storia dell’arte medievale con i suoi bestiari ed il Duomo di San Moderanno sulla via Francigena e vivere la storia dell’incastellamento, osservando proprio le basi, i resti del Castello di Berceto, risalente al 1221, la cui area circostante è stata trasformata in parco archeologico.

Con il suo mondo tutto da scoprire, tra cultura, buon cibo e natura, il Comune di Berceto – in un’area famosa anche per il Fungo Porcino I.G.P. – è entrato da metà agosto 2022 nel circuito Castelli del Ducato di Parma, Piacenza, Guastalla e Pontremoli con itinerari verso Reggio Emilia e verso Cremona. Un nuovo comune sostenitore fa squadra, dunque, con la più longeva rete turistica culturale interregionale a tema rocche, fortezze, manieri, borghi storici e luoghi d’arte. Come a suggellare ancora, millenni dopo, ciò fecero secoli fa quel Re Longobardo Liuptrando e il Vescovo francese di Rennes Moderanno diventato poi Santo Patrono del paese, una nuova alleanza per il futuro.

Lo annunciano il Sindaco di Berceto Luigi Lucchi ed il presidente del circuito Castelli del Ducato Orazio Zanardi Landi.

Così spiega il sindaco Lucchi: “Ora abbiamo il parco archeologico, molto affascinante e istruttivo, ma a fine Ottocento, da antiche foto, si poteva ancora cogliere la grandezza e la maestosità del Castello di Berceto voluto dai Conti Rossi. In questo castello ha avuto i natali il grande condottiero Pier Maria Rossi. Per ben due volte il castello di Berceto ha ospitato Papa Paolo III. Come avveniva per i monumenti dell’antica Roma anche il castello di Berceto è servito come cava dove prelevare pietre squadrate, capitelli, stipiti, colonne e costruire palazzi lungo strada Romea (Via Francigena). E’ importante far conoscere questo “castello” per comprendere meglio i tanti Castelli del Ducato”.

“Diamo il benvenuto al Comune di Berceto nel circuito Castelli del Ducato – dichiara Zanardi Landi – importante borgo parmense contiguo a Pontremoli in Lunigiana, ad impreziosire quel crinale che unisce e non divide, capace comunità ospitale tra la Val Taro e la Val Baganza. Ci ha colpito subito la determinazione e la passione del sindaco Lucchi per il territorio ed il suo impegno a preservare, valorizzare i resti del Castello di Berceto per farne, nel tempo, un parco archeologico, nell’ottica del paese museo diffuso dove connettere tutte le peculiarità che si possono scoprire a Berceto in un giorno o in un fine settimana. C’è poi tutto il tema interessante della vacanza attiva in Appennino che vede possibilità di sviluppo su escursioni e alle abbandonate Miniere di Corchia, di ferro e rame del sovrastante Monte Groppo Maggio, sfruttate già dai Farnese e abbandonate nel 1943, ad esempio”.

E se oggi sono i turisti a salire la valle per visitare Berceto, i figli ed i nipoti degli emigrati – si contano circa 3.500 bercetesi a New York, 15.000 a Parigi e una quindicina in Australia – tempo erano i pellegrini del Nord Europa a fare tappa sulla Romea o Francigena.

All’ombra del Passo della Cisa, a 1.039 metri, antico confine tra il Ducato di Parma e il Granducato di Toscana, l’antico borgo conserva il carattere e una certa atmosfera del Medioevo: è suggestivo passeggiare tra case in pietra, stretti vicoli, palazzi dei secoli XII-XVII fino ai resti del castello. E se andare a piedi è la cifra di Berceto, si corre anche per chi ama l’atletica grazie al nuovo impianto a 850 metri d’altitudine, possibile con la collaborazione con l’ASD Terrealte di Berceto ed Cus Parma.

Le origini storiche di Berceto risalgono all’VIII secolo: il re Longobardo Liutprando fece costruire un monastero nella valle e, col passare del tempo, la comunità attorno al monastero divenne sempre più ampia. Importante presidio religioso, nell’879 passò sotto il controllo del Vescovo di Parma. Nel XII secolo divenne proprietà del Comune di Parma e, dal 1308 fino al 1666, fu feudo della famiglia dei Rossi che furono molto attenti all’abbellimento estetico del Borgo.

Berceto e i Castelli Rossiani nel circuito Castelli del Ducato. Nel Castello di Berceto, nel 1413 nacque il celebre condottiero Pier Maria II, il Magnifico: lui che all’età di 15 anni sposò Antonia, figlia di Guido Torelli conte di Montechiarugolo, dalla quale ebbe dieci figli, sette maschi e tre femmine e restò poi per sempre legato a Bianca Pellegrini.

Pier Maria fece erigere numerosi edifici nel parmense: tra il 1448 e il 1460 il castello di Torrechiara (allora chiamata Rocca di Torchiara), con la cosiddetta Camera d’Oro creata per celebrare l’amante Bianca Pellegrini; nello stesso periodo ricostruì il castello di San Secondo e, più tardi, fece edificare la Rocca dei Rossi a Roccabianca, dedicata anch’essa all’amata Bianca. Si diceva che Pier Maria Rossi possedesse 27 castelli nelle terre di Parma e Piacenza. Il castello di Roccabianca e quello di Torrechiara furono, rispettivamente residenza invernale ed estiva dell’amante Bianca Pellegrini, mentre la rocca di San Secondo fu la dimora della moglie Antonia Torelli e della famiglia.

Per chi ama il “turismo enogastronomico” Berceto vale il viaggio per la cucina a base di funghi, le ricette con Parmigiano Reggiano vera e propria delizia casearia locale, le torte di patate, la pattona di castagne Corchia ed il dolce natalizio tipico Spongata; leggenda narra che la ricetta fosse custodita nella cucina dei Conti Rossi e fosse stata trafugata fino ad arrivare generazione dopo generazione alla famiglia dei “Venuto” che ancora oggi la custodisce e dove pare l’ingrediente segreto sia la mostarda.

Berceto è inserito nel circuito gastronomico della strada del fungo porcino, insignito recentemente del marchio IGP.

Castelli del Ducato è la rete turistica-culturale interregionale di 38 Castelli, 16 Alloggi tra Antiche Mura dove pernottare, 50 luoghi d’arte (ville, dimore storiche, musei, chiese ed abbazie, un labirinto, una academy, borghi storici, palazzi) a corollario dei manieri, una decina di ristoranti, locande e bistrot dove mangiare nelle roccaforti tra Emilia-Romagna, Lunigiana in Toscana e cremonese in Lombardia.

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