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Animali: domenica 11 settembre nuovo corteo per la liberazione dei macachi

Redazione 07 settembre 2022 16:41

“Aiutateci a salvare Alan e Larry.” È questo l’appello accorato delle associazioni animaliste di Parma. Domenica 11 settembre alle ore 15 è previsto l’ennesimo corteo per i macachi di Parma, coorganizzato con numerose sigle animaliste, con punto di ritrovo in Piazzale dalla Chiesa, area stazione di Parma. Le proteste e gli eventi per i macachi di Parma, vanno avanti da anni, insieme a un presidio fisso davanti agli stabulari dell’università parmense.

“Il presidio va avanti tutti i giorni dal 13 luglio 2020”, dice Meta Parma, “e purtroppo dalle relazioni sugli esperimenti a cui ha avuto accesso la Lav, abbiamo scoperto che nella stessa data iniziavano i preparativi per le operazioni chirurgiche sui macachi. Mentre gli attivisti erano in presidio fuori dagli stabulari, intanto nei laboratori andavano avanti con gli esperimenti sui macachi. Alan e Larry sono stati operati, hanno gli impianti in testa, e li stanno tenendo lì chiusi nei laboratori mentre li sottopongono a sedute di addestramento forzato, iniezioni, e reclusione.”

A portare avanti il presidio è la referente di Meta Parma: “Nel 2020 iniziava il presidio davanti all’Università di Parma, dove sono rinchiusi i macachi. Due anni di presidio fisso, tutti i giorni, per Alan e Larry, sperando solo che stessero bene. Un presidio fisso che non è tanto, ma neanche poco facendolo per due anni in continuazione, anche a volte sotto la pioggia, la neve, o il sole. Anni di presidi, di manifestazioni continue in piazza, per rivendicare il lorodiritto alla vita e salvarli, ma gli esperimenti su di loro non si sono fermati. Mentre chi sperava di poterli salvare andava tutti i giorni davanti all’università a continuare le proteste, gli esperimenti erano già iniziati, e proseguono tuttora. Dalle relazioni pubbliche a cui ha avuto accesso la Lav, apprendiamo che ai macachi sono stati inseriti impianti nella testa, che ovviamente non riconoscono e cercano di togliersi, e che ai due maschi viene somministrato un farmaco per calmarli senza riuscire comunque a evitare le colluttazioni con ferite. Apprendiamo inoltre che i nostri amati macachi subiscono punture facendo scorrere il fondo della gabbia e costringendoli all’immobilità; durante le sessioni di addestramento i macachi vengono inseriti nella sedia per gli esperimenti, viene indicato come non ci sia collaborazione nel bloccaggio della ghigliottina che controlla la testa, e appare chiaro il loro disagio”. 

“È dal 2019 – continua Meta Parma – che questi macachi sono rinchiusi nei laboratori, e già il lunghissimo tempo di reclusione a cui sono costretti è inaccettabile. Alan e Larry, Charlie e Marta, dovranno rivedere il mondo e tornare a vivere, fuori dai laboratori, perchè la vita è un loro diritto, la vita è un diritto di tutti. Fare del male agli animali, fare esperimenti su di loro, tenerli rinchiusi in un laboratorio con dei ferri nella testa, non è più accettabile, non lo è mai stato.

Mentre molti ricercatori sono andati avanti seguendo il progresso della scienza e portando avanti le moderne tecnologie che non utilizzano animali, altri continuano invece a studiare sui cervelli di scimmie e topi. Eppure fare del male agli altri, che siano umani o animali, è un disvalore che non può portare nessun bene all’umanità, perchè il principio necessario di ogni bene è il rispetto della vita, un valore fondamentale e imprescindibile. È per questo che chiediamo una ricerca etica anche nell’università di Parma, e continueremo a protestare finchè non vedremo di nuovo gli occhi di Alan e Larry, finchè non li vedremo fuori dai laboratori e al sicuro in un rifugio della Lav. Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, al sindaco di Parma, alle realtà politiche locali, e a chiunque possa intervenire: aiutateci e sosteneci in questa battaglia per salvare i macachi di Parma. Gli animali sono esseri senzienti, sentono il dolore, e non hanno nessuna colpa dei mali del mondo, utilizzarli come oggetti per gli esperimenti è veramente ingiusto e non è giustificabile nè accettabile. Non sono oggetti, sono creature, creature come noi, e come noi hanno diritto alla vita. Siamo tutti figli dello stesso cielo.”

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