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Andrea Corsini (Assessore Turismo Emilia-Romagna): la stagione sta andando bene, siamo come un bene rifugio, gli italiani si fidano di noi

Il tempo tiene. Gli italiani hanno scelto in massa la riviera romagnola (perché nei momenti di difficoltà è “come un bene rifugio”). Tornano a farsi vedere anche gli stranieri. E con il Green Pass non tutto, ma molte cose sono andate a posto.

Così l’Assessore al Turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini parla della stagione 2021, dichiarandosi apertamente fiducioso. Negli alberghi c’è praticamente il pienone. I ristoranti lavorano a pieno ritmo. I numeri di quest’anno saranno importanti, molto superiori a quelli del 2020, dice. Anche se per tornare al boom del 2019 bisognerà aspettare il 2022. Covid permettendo.

L’INTERVISTA

Assessore Corsini come sta andando la stagione 2021?

“Stiamo facendo numeri importanti. Quest’anno la stagione è partita prima dell’anno scorso. Nel 2020 gli alberghi aprirono a fine giugno, quest’anno hanno aperto con un mese di anticipo.  Dopo un inizio un po’ sottotono, prevedibile, da metà giugno le cose stanno andando bene. Adesso c’è il pienone che reggerà fino alla fine di agosto. Qualche camera in riviera si trova ancora, ma ho sentito i presidenti delle associazioni in questi giorni e sono molto contenti. Registriamo anche un certo ritorno degli stranieri: certo non al livello del 2018 e 2019.”

Anche perché i turisti preferiscono muoversi in auto e cercano di evitare treni ed aerei, se possibile.

“È così. Per cui per forza di cose il numero degli stranieri è più limitato, ma stanno tornando. Ripeto, i numeri alla fine saranno bei numeri. Nettamente superiori a quelli del 2020.”

Nel 2019 avevamo toccato la cifra record di 60 milioni di presenze in Emilia-Romagna. Nel 2020 come abbiamo chiuso e quest’anno che cosa prevede?

“Quest’anno secondo le nostre previsioni dovremmo essere ancora sotto rispetto al 2019, dal 20 al 30%. Mentre anno scorso alla fine il calo fu fra il 50 e il 55%. Quindi dovremmo essere abbondantemente sopra il 2020, in netto recupero. Nel 2022, Covid permettendo, potremmo tornare ai livelli del 2019.”

Tutta la partita vaccini e Green Pass come sta incidendo sull’andamento della stagione?

“Sta incidendo poco in realtà. Il fatto di avere escluso gli alberghi dall’obbligo di presentare il Green Pass – era lo spauracchio del settore – ha evitato le disdette. Qualcuna c’è stata, ma si tratta di fatti sporadici. Non c’è stata nemmeno la corsa alla prenotazione, ma ad agosto non c’era nemmeno tutta questa necessità di riempire camere, perché molte prenotazioni erano già state fatte. La percentuale delle prenotazioni è stata molto alta. Gli italiani hanno scelto le vacanze in Italia, in pochi sono andati all’estero. E la nostra riviera fra la clientela italiana è molto forte: abbiamo un ottimo posizionamento, rappresentiamo un fortissimo richiamo. Siamo stati avvantaggiati dal fatto che gli italiani hanno preferito rimanere qui, magari hanno avuto timore a prendere l’aereo o il treno per andare all’estero nel bel mezzo di una pandemia. Insomma, questa situazione ci ha in qualche modo avvantaggiato con la clientela italiana.”

Stesso discorso anche per i ristoranti?

“Direi di sì. Lavorano a pieno regime. Chi si lamenta lo fa in maniera molto strumentale, secondo me, contro il Green Pass, ma il Certificato Verde non ha cambiato nulla. Non ha fatto precipitare le prenotazioni nei ristoranti, che ripeto, continuano a lavorare bene, soprattutto all’aperto. Ma è estate ed è normale che la gente chieda di mangiare fuori. Vaccinata o no.”

Andrea Corsini

Oggi la ministra Lamorgese ha spiegato che i ristoratori debbono chiedere il Green Pass per i clienti, al chiuso, ma non sono tenuti a controllare l’identità del cliente e la veridicità del certificato. Questo semplifica le cose.

“È una cosa di buon senso che aiuta. La preoccupazione che avevano i ristoratori, pienamente condivisa, è questa: noi controlliamo che esibiscano il Green Pass ma se poi qualcuno lo ha falsificato come facciamo a controllare, non possiamo diventare agenti di polizia, chiedere la carta d’identità e così via.”

E sul discorso delle discoteche lei cosa pensa? È in linea con il Presidente Bonaccini?

“Ho già detto più volte quello che penso. Il Green Pass vale ovunque perché non deve valere per le discoteche? Non riesco a capire. Andare in discoteca d’estate all’aperto, in più con l’obbligo del Green Pass, mi sembra una cosa di buon senso: non capisco perché non si possa fare. Se c’è pericolo di eccessivo affollamento puoi ridurre la capienza della discoteca. Ma non capisco perché impedirne l’apertura. Aprendo si ridurrebbero anche i fenomeni come le serate e le feste abusive. Purtroppo ormai non ci sono nemmeno i tempi per riaprirle, perché la stagione è troppo avanti. E poi non c’è la volontà.”

Quindi per lei si tratta di un errore?

“Io ho condiviso tutte le scelte fatte da questo governo sul Covid, ma non questa. Sembra quasi un accanimento contro le discoteche.”

Il fatto che l’Emilia-Romagna in una situazione generale di difficolta sia scelta comunque da tanti italiani per le vacanze, significa che qui ci si sente tranquilli, diamo garanzie di sicurezza e di fare le cose per bene?

“L’Emilia-Romagna è come un bene rifugio. Noi per fortuna andiamo bene anche quando non ci sono le pandemie, ma in un momento come questo, in cui la gente cerca una bella vacanza in sicurezza, a prezzi per tutte le tasche, con qualità del servizio, ospitalità… la nostra fama ci precede. Gli italiani si fidano di noi. Siamo preferiti ad altre realtà in cui c’è meno tradizione dell’accoglienza, meno cura del cliente.”

E forse meno abitudine a rispettare le regole.

“Certo. Fa premio anche il riconosciuto senso civico degli emiliani e dei romagnoli.”

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