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Ancelotti “CR7 non dà problemi ma gol, Brasile favorito in Qatar” Agenzia di stampa Italpress – Italpress

ROMA (ITALPRESS) – “Se sono cambiato? Certo che sono cambiato. Sono più elastico. Fino a poco tempo fa era difficilissimo che rivedessi sistema di gioco e strategia durante la partita. L’aumento delle informazioni, degli interscambi, dell’organizzazione degli avversari mi ha spinto a questo. Anche i giocatori si sono evoluti, sanno coprire più ruoli e zone del campo. Sono più duttili e se gli chiedi qualcosa di diverso sai già che non li metterai in difficoltà”. Lo dice in un’intervista al “Corriere dello Sport” Carlo Ancelotti, tecnico del Real Madrid dove ha allenato, tra i tanti fenomeni, anche Cristiano Ronaldo, in difficoltà con la sua nazionale. “L’ho avuto due anni, problemi zero. Anzi, me li ha risolti lui – assicura -. Uno che segna almeno un gol a partita può essere considerato un problema? Cristiano si allena benissimo, è attento ai particolari, per me è stato fin troppo facile gestirlo. E’ un giocatore eccezionale. Con me avrà giocato cento partite e segnato più di cento gol, uno che ne butta dentro 50 ogni anno fa il bene della squadra”.

Inevitabile parlare del Qatar e dei Mondiali, dove il suo Real ha dato ben 13 uomini e dove “qualche individualità si è distinta, tutta gente conosciuta: Mbappè, Richarlison, Vinicius, Bellingham, Julian Alvarez, Guido Rodriguez e Bounou, il portiere del Marocco che l’anno scorso a Siviglia ha fatto benissimo”, ricorda. Il Brasile, per Ancelotti, “è la squadra più completa, ha qualità, freschezza, esperienza e l’esperienza in situazioni come questa conta tantissimo. Ma sono curioso di vedere l’Inghilterra con la Francia”. Il tiki taka 3.0 ha mostrato limiti, come visto in Marocco-Spagna. “Io non mi vergogno di abbassarmi e ripartire, pur disponendo di giocatori di notevole qualità. Con gente come Vinicius e Mbappè, poi, se una volta rubata palla non cerchi la verticalizzazione sei un delinquente…”. Difesa e contropiede “sono attualissimi. Contano le interpretazioni, gli adattamenti, i tempi di esecuzione. Come ha detto il più grande di tutti noi, Mourinho: ho vinto tante partite in questo modo”. Maradona o Messi “Contro Diego ho giocato, e anche per affetto dico Maradona”.

– foto LivePhotoSport –

(ITALPRESS). 

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