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Alluvione Marche, ecco cosa è successo. Fatti e analisi

L’intensità della pioggia registrata ieri nelle Marche non era mai stata rilevata negli ultimi 10 anni. Ma cosa è successo? E quali sono le Regioni in cui si sono verificate più inondazioni con danni alle persone dal 2000 a oggi? Ecco i dati forniti dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpi)

La disastrosa alluvione che si è verificata nelle ultime ore nelle Marche ha fatto registrare finora 9 vittime e 4 dispersi, di cui due minorenni. Gli sfollati sono centinaia e il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per la Regione.

“È piovuto in qualche ora un terzo di quello che normalmente piove in queste zone in un anno e in alcune zone ha piovuto il doppio di quello che piove in estate. È stato un quantitativo di acqua che si è riversato sui territori in maniera repentina portando scompiglio e morte”, ha spiegato il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che ha aggiunto: “Ci sono stati momenti di terrore, con quantitativi di acqua veramente straordinari”.

IL CNR SPIEGA COSA È SUCCESSO NELLE MARCHE

Fenomeni atmosferici preoccupanti che l’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpi) studia e analizza.

Come ha spiegato Paola Salvati del Cnr-Irpi, i dati registrati dai sistemi di monitoraggio delle precipitazioni della rete pluviometrica nazionale che l’Istituto importa con cadenza oraria evidenziano che nel pomeriggio-sera di giovedì 15 settembre l’intensità della pioggia registrata al pluviometro di Cantiano (PU) è risultata essere la più intensa degli ultimi 10 anni.

QUANTA PIOGGIA È CADUTA

In particolare, ha precisato Salvati, per quel pluviometro la cumulata delle precipitazioni registrata nell’intervallo orario 17:00-21:00 è stata di 265 mm. Le intensità orarie più violente si sono avute tra le 19:00 e le 20:00 con 76mm/h, che arrivano al picco di 90 mm/h tra le 20:00 e le 21:00.

Tali misure di pioggia hanno incrementato le portate di torrenti e fiumi che hanno causato ingenti danni e vittime nella provincia di Ancona.

IL PRECEDENTE NELLE MARCHE

Il Catalogo degli eventi di frana e inondazione con danni alle persone, realizzato da Cnr-Irpi, evidenzia che nelle aree interessate dalla perturbazione del 15 settembre si sono in più occasioni registrate vittime a causa delle esondazioni dei fiumi, come già avvenuto ad esempio nel 2014, quando nei territori di Senigallia e Ostra Vetere (AN) si registrarono 3 vittime.

LE VITTIME PER FENOMENI DI INONDAZIONE

Analizzando i dati del Catalogo per un periodo temporale più ampio e a scala nazionale, nei 22 anni tra il 2000 ed il 2021 le regioni con il più alto numero di vittime per fenomeni di inondazione sono state la Toscana (27), la Sicilia (25), la Sardegna (24) e la Liguria (24). Durante lo stesso periodo la regione Marche ha subito vari eventi alluvionali che hanno in totale causato 7 vittime.

La banca dati contiene, quando note, anche le informazioni sull’orario e sulle modalità con cui uomini e donne perdono la vita a causa degli eventi geo-idrologici. In generale, analizzando i dati degli ultimi 50 anni si riscontra che a perdere la vita a causa delle inondazioni sono in maggioranza gli uomini (61% uomini, 39% donne) e che le persone decedute all’aperto risultano essere tre volte quelle al chiuso.

LE CONDIZIONI IN CUI SI REGISTRANO PIÙ VITTIME

Viaggiare in auto lungo le strade allagate costituisce una condizione di pericolo. In questo caso i dati dimostrano che sono gli uomini giovani e adulti a rimanerne vittime. Per quanto riguarda le persone che rimangono bloccate nei locali posti al pianterreno e nei seminterrati, queste sono in maggioranza donne adulte e anziane.

I dati analizzati anche per fasce di orario dimostrano che le condizioni di scarsa luminosità, quindi le ore serali e notturne, sono quelle durante le quali si è registrato il maggior numero di vittime.

COME ARGINARE IL PERICOLO

Le analisi effettuate, afferma il Cnr-Irpi, attestano quanto la conoscenza e la diffusione di informazioni circa le modalità e le circostanze con cui i processi geo-idrologici interagiscono con le persone può aumentare la consapevolezza della popolazione circa questi rischi.

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