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Tutte le mosse green della Banca del Giappone (e di Fed, Bce e BoE)

La Banca centrale del Giappone lega la propria politica monetaria all’azione climatica nel solco di Fed, Bce e non solo

 

La Banca centrale del Giappone (BoJ) ha presentato oggi un piano per l’aumento dei finanziamenti alle attività di contrasto dei cambiamenti climatici.

L’istituzione ha inoltre fatto sapere che manterrà il suo corposo stimolo monetario per sostenere la ripresa del paese dalla crisi del coronavirus – con tassi di interesse nel breve termine del -01, per cento – e che ha posticipato di sei mesi la scadenza dei programmi di prestito e di acquisto di attività che erano stati introdotti l’anno scorso per convogliare fondi verso le aziende maggiormente danneggiate dalla pandemia.

COSA HA DETTO LA BANCA DEL GIAPPONE

La Banca del Giappone ha detto che conta di lanciare il programma di “finanziamenti climatici” entro la fine dell’anno. Il mese prossimo, però, ne pubblicherà uno schema preliminare.

In un comunicato, la BOJ ha dichiarato che “le questioni legate al cambiamento climatico possono esercitare un impatto estremamente grande sull’attività economica, sui prezzi e sulle condizioni finanziare in una prospettiva di medio e lungo periodo. Dalla prospettiva di una banca centrale, sostenere gli sforzi del settore privato contribuirà a stabilizzare l’economia nel lungo termine”.

COME FUNZIONERÀ IL PIANO

I dettagli del piano per i finanziamenti climatici non sono ancora stati annunciati. La BOJ ha detto soltanto che fornirà dei fondi alle istituzioni finanziarie che aumentano i prestiti e finanziamenti alle attività per il contrasto dei cambiamenti climatici.

Il programma sarà insomma modellato, nel suo funzionamento, su uno schema della BOJ già esistente e relativo alla concessione di prestiti agevolati alle istituzioni finanziarie che erogano molti prestiti nei settori industriali ritenuti in espansione.

COSA FA IL GIAPPONE PER PROMUOVERE LA DECARBONIZZAZIONE

Naomi Muguruma, economista presso la società di servizi finanziari Mitsubishi UFJ Morgan Stanley Securities, ha detto a Reuters che la BOJ si sta allineando all’agenda climatica del governo giapponese, che lo scorso ottobre ha annunciato l’impegno al raggiungimento della neutralità carbonica (ovvero l’azzeramento netto delle emissioni di gas serra) entro il 2050.

Lo sforzo climatico-finanziario del Giappone non si limita alla sfera domestica, ma si rivolge anche all’estero. Il governo sta infatti lavorando a un meccanismo di prestiti e di investimenti pubblico-privati da 10 miliardi di dollari per sostenere il processo di decarbonizzazione nei dieci paesi dell’ASEAN, l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico

COSA FA LA BCE SUL CLIMA

La BOJ non è l’unica banca centrale ad aver collegato la propria politica monetaria all’azione climatica. La Banca centrale europea (BCE) è forse quella più attiva su questo fronte: l’Unione europea, d’altra parte, vuole intestarsi la lotta internazionale al riscaldamento globale.

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha fatto della questione climatica una priorità, e a tal proposito ha dichiarato recentemente che “i costi di breve termine della transizione [energetica, ndr] impallidiscono in confronto ai costi nel medio e lungo periodo del mancato contenimento del cambiamento climatico”.

La BCE ha investito in obbligazioni verdi (green bonds) e incluso il rischio climatico tra i fattori utilizzati nella propria revisione annuale sulla condizione delle banche, che serve a valutare se questi istituti possiedano riserve finanziarie sufficienti per far fronte a eventuali perdite.

Lo scorso novembre la BCE ha istituito un comitato di vigilanza per monitorare l’esposizione al rischio climatico (inondazioni, incendi, siccità) degli asset degli enti finanziari. Su questo punto, a fine aprile Bloomberg ha scritto che la BCE stava esaminando la situazione di 112 big lenders – cioè grandi soggetti che prestano denaro – e che potrebbe imporre il rispetto di requisiti minimi ai più esposti.

LA MOSSA DELLA FED NEGLI STATI UNITI

Similmente, la banca centrale degli Stati Uniti – la Federal Reserve (Fed) – ha richiesto agli enti di credito di iniziare a fornire informazioni sulle misure intraprese per mitigare i rischi climatici dei propri portafogli. Anche in questo caso, sembrerebbe che la Fed si stia allineando all’agenda climatica del presidente Joe Biden.

LO “STRESS TEST” DELLA BANK OF ENGLAND

Dieci giorni fa la banca centrale del Regno Unito, la Bank of England, ha avviato un grande stress test per le banche e le compagnie assicurative più grandi del paese per valutarne il grado di resilienza ai cambiamenti climatici: tra i soggetti coinvolti ci sono i gruppi bancari HSBC e Barclays e le società assicurative Aviva e Phoenix Group.

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