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Primarie Pd, a Bologna si sfidano due idee di sinistra

Tutto quello che c’è da sapere sulla contesa tra Matteo Lepore e Isabella Conti, che si giocano la candidatura a sindaco del centrosinistra

Oltre a Roma, domenica le primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra si terranno anche a Bologna. E rispetto alla partita romana, che è costellata da sette candidati ma pare già chiusa ancor prima di allestire i gazebo, nel capoluogo emiliano si preannuncia una maggior competizione. Si potrà votare dalle ore 8 alle ore 21, e per prendere parte alla consultazione è richiesto un contributo di due euro (oltre al prerequisito di essere residenti a Bologna). Così come a Torino la scorsa settimana, si può partecipare sia recandosi fisicamente ai seggi, sia votando online per chi si è pre-registrato sul portale primariebologna.com (in tal caso bisognerà essere in possesso di un’identità digitale). 

Lepore vs Conti: due idee diverse di sinistra

I due sfidanti alle primarie sono Matteo Lepore e Isabella Conti, che hanno dato vita a una campagna elettorale piuttosto vivace, senza esclusione di colpi, che ha evidenziato le spaccature nel Pd locale e le difficoltà di riuscire a tenere lontane le logiche nazionali che animano la nuova segreteria Letta. Per dire, solo negli ultimi giorni ha fatto molto discutere l’intervento dell’ex premier Romano Prodi, bolognese, secondo cui in una elezione primaria che si rispetti “deve scorrere il sangue”. Dichiarazioni che hanno acceso ancor di più lo scontro tra candidati, che nel frattempo avevano già fatto in tempo a litigare durante un comizio in un mercato cittadino

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Chi è Matteo Lepore?

Lepore è il simbolo della continuità con l’amministrazione Merola, che ha guidato la città per due mandati. Nella prima giunta Merola, infatti, Lepore è stato assessore all’Economia. Attualmente ricopre l’incarico di assessore al Turismo. Su di lui ha puntato il Pd bolognese, e la candidatura di Lepore è stata benedetta dallo stesso segretario Enrico Letta. Se vince lui, “Bologna sarà l’avamposto di un campo largo che unisce Pd, formazioni a sinistra del Pd, movimenti, impresa”, ha detto in un’intervista al Foglio. È figlio di un allenatore di basket, e contrariamente a quanto si possa pensare, non proviene da una storia comunista bensì socialista. “Ho lanciato la mia candidatura nel settembre scorso con un manifesto e un movimento civico, Incontra Bologna. Con il Pd, i socialisti, Coraggiosa di Elly Schlein e una serie di associazioni cattoliche”. Obiettivo: “Provare a ricreare l’alchimia dell’Ulivo”, aveva raccontato sempre a Marianna Rizzini a maggio.  

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Chi è Isabella Conti?

Le danno continuamente della “renziana”, ma Isabella Conti, pur essendosi iscritta a Italia viva nel 2019 dopo anni di militanza nei democratici, ha partecipato alle primarie del centrosinistra da indipendente. Era stato al Foglio che aveva annunciato l’intenzione di candidarsi, “ci penso”. Poi ha deciso che ne valeva la pena tentare il gran salto, da San Lazzaro di Savena, dov’è sindaco dal 2014, a Bologna. “Sono iscritta alla sinistra giovanile da quando ho 14 anni. Il mio radicamento e la mia storia sono lì. Se ho lasciato il Pd è perché mi sono sentita tradita da chi ha cercato di condizionarmi”, ha raccontato in un’intervista al nostro giornale qualche settimana fa. Chiara la descrizione della contesa tra lei e Lepore: “La scelta è tra l’ordinaria amministrazione e un ripensamento della città. Questi anni hanno dimostrato una carenza nel sistema di welfare, nelle politiche abitative, che spesso sono andati ad accrescere la tensione sociale. Avere risposte di sinistra vuol dire non lasciare alla destra, che batte su tasti nazionalisti, la difesa degli ultimi”, ci disse ancora.

La candidatura della Conti, in aggiunta, ha evidenziato un ritorno alla litigiosità tra correnti interne al Pd, perché se i vertici del partito bolognese e nazionale ufficialmente sostenevano Lepore, sulla sindaca di San Lazzaro è ricaduto il sostegno di Base riformista, la corrente a cui aderiscono tra gli altri Lorenzo Guerini, Luca Lotti e Andrea Marcucci. Suo sponsor, infatti, è stato Alberto Aitini, assessore alla sicurezza della giunta Merola che prima si era candidato alle primarie. Poi ha deciso di ritirarsi appoggiando la Conti. 

Alleanza con i Cinque stelle sì o no? 

L’altro grande tema sviscerato dalle primarie bolognesi e l’effetto che potrebbero produrre sull’alleanza Pd-M5s, che in queste amministrative è stata costruita molto a fatica e soltanto in alcune città come Napoli. Lepore ufficialmente punta a una coalizione larga che comprenda il M5s bolognese (che storicamente ha sempre avuto un peso relativo, non essendo mai andato oltre il 10 per cento alle comunali e alle regionali). Il grillino bolognese Max Bugani ha già detto che un accordo ci può essere solo se vince Lepore, e lo stesso Giuseppe Conte ha esplicitato il suo sostegno al candidato preferito da Letta (tanto che molti, nello stesso Pd, non hanno gradito l’ingerenza). La Conti, invece, sarebbe il candidato naturale per tentare un allargamento al centro dello scacchiere (quindi non solo a Italia Viva, ma anche verso Azione e i civici vicini all’ex ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, ben radicato in città). Si capisce perché quelle che qualcuno potrebbe liquidare come beghe prettamente locali non lo siano affatto. 

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