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MotoGP 2021. DopoGP RePlay. Giulio Bernardelle: “”Il livello della MotoGP è plafonato, questo dice la vittoria di Marquez” [VIDEO]

Marc che non è ancora a posto ma vince al Sachsenring. Marc che dopo la gara afferma che sta allenandosi mentalmente per non pensare al braccio che non funziona; che vince il GP di Germania e poi aggiunge che saranno i prossimi mesi a dire se tornerà quello di prima.

Nel nostro DopoGP di lunedì sera abbiamo analizzato la vittoria di Marquez dopo il suo calvario e il digiuno lungo diciannove mesi. E Bernardelle ha messo sul tavolo un tema di quelli pesanti.

“Sono felice per Marc Marquez, naturalmente, ma il suo successo di domenica è un segnale: il livello della MotoGP in questo momento non è così elevato. È un livello plafonato da un limite, quello di performance e di feeling con la gomma anteriore Michelin. In ogni ambito sportivo se il livello è elevatissimo emergono in pochi, qui invece la selezione non c’è”

Giulio precisa. La qualità dei piloti, di tutti i piloti della MotoGP, oggi è altissima. Ma si vedono dei debuttanti con prestazioni esagerate. E si vedono dei fenomeni che non sono normali. Come Vinales che va bene, avrà anche problemi di concentrazione, ma è il pilota che ha vinto la prima gara e adesso… finisce ultimo!

“Persino nello stesso fine settimana le prestazioni sono molto altalenanti. Insomma, c’è qualcosa che quando funziona allora bene, la prestazione arriva, ma se non arriva il pilota naufraga”.

Il clamoroso caso KTM

Il discorso si fa ancora più interessante quando nel nostro programma si parla di KTM. Bernardelle pensa che la recente crescita abbia del miracoloso: la moto austriaca dopo l’inverno sembrava naufragata in una situazione pietosa, pareva l’ultima delle MotoGP. Adesso forse è la migliore. Non solo con Oliveira, anche con Binder e dunque con un risultato di squadra che sottolinea la qualità del pacchetto tecnico. Come hanno fatto?

“Devono aver trovato il modo di far sentire in maniera nettamente migliore, almeno ai due piloti ufficiali, il limite del grip della Michelin anteriore. Oggi è questa la chiave della prestazione in MotoGP: se ottieni qualcosa, a livello ciclistico, capace di portare il pilota a fidarsi dell’avantreno, immediatamente raggiungi prestazioni vincenti. In una griglia così corta, se il feeling con l’avantreno funziona sei immediatamente da podio”.

È questa la chiave con cui il nostro Ing legge anche la clamorosa situazione di casa Yamaha. In questo momento c’è Quartararo che si fida dell’avantreno, e c’è Vinales che non ce la fa. Quartararo attacca in ingresso di curva, dove del resto la Yamaha eccelle da tempo. Ma è l’unico a farlo sulla M1. Perché si fida: Zam ricorda come Fabio nelle FP1 abbia fatto un gran volo alla curva 12, eppure successivamente si è fidato ancora, e proprio lì ha fatto dei gran sorpassi in gara. Chiusa sul podio.

Quartararo l’unico che si fida

Un lettore chiede: allora Quartararo è un Kamikaze? No, dice Bernardelle. E precisa: la gomma ha in termini assoluti una gran prestazione, tant’è che i tempi scendono. Però l’anteriore ha una caratteristica diversa da quella che chiedono numerosi piloti, che vogliono sentire qualcosa di molto più solido all’avantreno.

Se non senti la rigidità che desideri, non sei tranquillo. E allora hai due possibilità, o vai troppo piano, oppure non ci pensi e ti prendi un rischio (e magari cerchi di seguire qualcuno in qualifica per trovare motivazione). Talvolta vai a terra senza sapere perché: la gomma è talmente sensibile alla minima variazione da tradirti quando non sei in grado di capirlo”.

Zam chiude il discorso accennando a una possibile contraddizione: Vinales si lamenta della trazione, e anche Valentino se la prende con la gomma dietro. Come si spiega? Per Bernardelle questo è solo un effetto collaterale: se tu non sei incisivo in ingresso di curva, allora provi a difenderti altrove, chiedi di più in accelerazione e alla fine resti senza gomma dietro. È una conseguenza. Ma il limite è davanti.

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