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La Finanza scova 38 furbetti del reddito di cittadinanza: 450mila euro percepiti illegalmente

Per il Fisco era nullatenente, ma girava con una Mercedes da 70mila euro appena acquistata e allo stesso tempo percepiva il Reddito di cittadinanza. E’ uno degli esempi più eclatanti scovati dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Rimini, che ieri (22 giugno) ha celebrato il 247esimo anniversario di fondazione e oggi ha presentato il bilancio operativo del 2020.

Proprio gli interventi a contrasto degli illeciti in materia di spesa pubblica costituiscono una parte importante dell’attività delle fiamme gialle, che hanno denunciato 113 persone per svariate frodi pari a 7 milioni di euro: dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale. A tal proposito, nel 2020 sono stati 38 in provincia i cosiddetti furbetti del Reddito di cittadinanza che, per non avendone diritto, hanno percepito illecitamente dallo Stato qualcosa come 450mila euro. Sempre 38 le persone sorprese ad aver commesso irregolarità in materia di indebita esenzione dei ticket sanitari, 49 invece quelle denunciate per corruzione e peculato.

Il lavoro nero resta una piaga difficile da debellare, come dimostrano i 18 datori di lavoro verbalizzati (tra loro ci sono sei titolari di bar e ristoranti, tre albergatori, un parrucchiere cinese, due titolari di officine – una a Rimini l’altra a Santarcangelo -, il titolare di un calzaturificio a San Giovanni in Marignano, il proprietario di un negozio di abbigliamento a Riccione e un egiziano che gestisce un negozio di frutta e verdura) e i 101 lavoratori irregolari, 41 dei quali completamente in nero. Per quattro alberghi (due situati a Rimini, uno a Riccione e uno a Santarcangelo), un’officina e un’attività di volantinaggio gestita da un pakistano è scattata anche la sospensione temporanea dell’attività.

Capitolo evasori totali: sono 16 e nella lista figurano uno studio medico di Rimini, una società di commercio all’ingrosso di Cattolica che ha evaso qualcosa come 2 milioni di euro, un bar a Rimini, un negozio d’abbigliamento gestito da cinesi che ha occultato un milione e 200mila euro e una società che commercia prodotti elettronici e di telefonia che ha sottratto al Fisco 3 milioni e mezzo.

Resta sempre alta la guardia del Comando provinciale, diretto dal colonnello Giuseppe Garaglio, contro le infiltrazioni mafiose in Riviera, con la criminalità organizzata che ha beneficiato della pandemia per allungare i suoi tentacoli su hotel, ristoranti e negozi. Un’attività di monitoraggio e indagine che ha portato i finanzieri a sottoporre 120 soggetti ad accertamenti patrimoniali e a sequestrare beni per 28 milioni di euro, a cui vanno a sommarsi i 43 frutto delle varie proposte di sequestro.

Nell’ambito dei controlli sui dispositivi di protezione individuale, le fiamme gialle hanno sequestrato 215mila prodotti tra mascherine e gel igienizzanti non a norma, denunciando 11 persone. Infine nel bilancio 2020 merita un capitolo a parte l’attività del Reparto operativo aeronavale di Rimini (Roan), diretto dal tenente colonnello Fulvio Furia, che ha compiuto 974 missioni di pattugliamento in mare, effettuato 810 controlli e riscontrato 255 violazioni. Per quanto riguarda il bracconaggio ittico, denunciati 19 soggetti, sequestrati 11 natanti e 1.100 chili di vongole. Venti invece gli interventi in materia di gestione dei rifiuti sfociati in 7 denunce e 220mila euro di sanzioni in provincia. Sono stati 17mila metri quadrati i terreni sequestrati poiché adibiti a discariche abusive sulle quali sono state riversate 1.500 tonnellate di rifiuti pericolosi. Venti, infine, i lavoratori non in regola operanti sul mare individuati dal Roan.

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