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Internazionali di tennis, Sinner e Musetti generazione di fenomeni: la Giovane Italia sboccia a Roma

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Internazionali di tennis, Sinner e Musetti generazione di fenomeni: la Giovane Italia sboccia a Roma
Jannik Sinner, 19 anni, altoatesino, n.81 del mondo, a sinistra, e Lorenzo Musetti, 18, toscano, n.249 (LaPresse)

Al Foro Italico scende in campo il tennis italiano in grande spolvero, ahinoi senza pubblico da incendiare e generone da rimpinzare con le magie della generazione J, Jannik e i suoi fratelli. Tanto entusiasmo non si vedeva da anni: Nicola Pietrangeli, titolare del campo dei miracoli e re del Foro due volte in un’altra era geologica (‘57 e ‘61), si aggira trasognato e sotto il ciuffo anche l’ultimo imperatore, Adriano Panatta (‘76), comincia a pensare che forse, più prima che poi, magari non quest’anno ma a stretto giro, ha trovato l’erede.

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Un campione annunciato

Sinner è il miglior prodotto d’esportazione della premiata fabbrica di Bordighera, capomastro Riccardo Piatti, il coach che su dritta di Massimo Sartori (il bravo allenatore che ha forgiato Seppi e adesso sta provando a riportare in superficie Marco Cecchinato, kappaò ieri con Krajinovic dopo essere sbucato dalle qualificazioni) ha fatto scendere dalle montagne il talento altoatesino per regalargli uno scorcio di mare e di futuro. Il successo in tre set su Tsitsipas è di prestigio, dopo il match point Jannik si tocca la tempia perché è lì dentro, nel caos calmo di un piano tattico da eseguire con precisione (i 58 errori gratuiti sono un problema del greco), che l’azzurro trova la forza di vincere il primo set (6-1) e il terzo (6-2) dopo aver ceduto da 3-0 e 5-3, in un rocambolesco tie break (11-9) il secondo. È la giovane Italia che si piega ma non si spezza, incassa e sa reagire, come Lorenzo Musetti nel tie break con Wawrkinka, conquistato ingaggiando una sfida di rovesci monomani con Mister Backhand, battuto sul suo stesso terreno per diventare il primo classe 2002 a vincere una partita del circuito Atp. Sta crescendo a La Spezia con coach Tartarini, Lollo, sotto la supervisione della Federtennis che, quando non è con Matteo Berrettini, gli affianca Umberto Rianna, responsabile del progetto over 18.

Sinner, Musetti, Giulio Zeppieri (classe 2001) che si è fermato nelle quali: «Siamo tanti ragazzi forti ed è bello per il nostro tennis — osserva Sinner, ormai leader della nouvelle vague —. Ognuno fa la sua strada, lo scorso anno si parlava tanto di me e di Berrettini ma Fognini ha vinto un Master 1000, Sonego un Atp 250 e alla fine dell’anno abbiamo avuto otto italiani nei primi 100, speriamo in futuro anche di più». Jannik, che ha sette mesi di più, si vede riflesso nel talento di Lorenzo: «Sono contento per lui, è bello che dietro di me ci sia già un altro. Come colpi e tutto, forse lui è anche meglio di me come potenziale di gioco. È più forte. Poi è difficile affrontare tutte le partite come con Wawrinka, ma se continua così Lorenzo può vincere con chiunque». L’occasione giovedì sera contro Nishikori, mentre il n.13 del ranking Fabio Fognini debutta con Humbert, il n.8 Berrettini si prepara al derby di domani con Travaglia (ottima vittoria su Coric mercoledì) e Sonego prova ad allungarsi la vita negli Internazionali mai così d’Italia, dove due adolescenti maledettamente seri giocano al gatto e al topo con tali Djokovic e Nadal.

16 settembre 2020 (modifica il 16 settembre 2020 | 23:18)

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