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Il sindacalista Adil Belakhdim è stato investito e ucciso durante una manifestazione a Novara

Un altro attacco contro gli operai in protesta. Questa volta fatale. A Biandrate nel Novarese era stata indetta questa mattina, 18 giugno, una manifestazione dai SiCobas davanti la Lidl, per lo sciopero nazionale della logistica. Adil Belakhdim, coordinatore interregionale del sindacato, faceva parte del presidio all’esterno del magazzino: un gruppo di una quindicina di persone davanti ai cancelli per difendere i propri diritti.

All’improvviso un camion è arrivato e nel tentativo di forzare il blocco ha investito tre lavoratori. Il 37enne, italiano di origini marocchine e con due figli di 15 e 17 anni, è stato colpito dal veicolo e trascinato per diversi metri. Gli sforzi degli operatori del 118 si sono rivelati inutili, e Belakhdim è morto poco dopo.

(ansa)

I carabinieri, secondo quanto riportato dalle agenzie, nel frattempo avrebbero intercettato il camion in un’area di servizio non lontana nella zona. Il 25enne alla guida si è consegnato alle forze dell’ordine ed è stato fermato per omicidio stradale, omissione di soccorso e resistenza. Ma la dinamica dell’accaduto è ancora incerta.

In seguito all’episodio, è stato immediatamente indetto uno sciopero di tutti i dipendenti del sito per venerdì, sabato e domenica.

(ansa)

Il presidente del Consiglio Mario Draghi si è detto «molto addolorato per la morte di Adil Belakhdim. È necessario che si faccia subito luce sull’accaduto».

«Inaudito e inaccettabile» sono invece le parole di Attilio Fasulo, segretario generale della Cgil di Novara e del Vco. Il vicesegretario del Partito Democratico, Peppe Provenzano, è stato ancora più duro in un post su Twitter: «Un lavoratore non può morire così. Lo Stato deve garantire il diritto a manifestare e punire questi atti criminali. La politica deve risolvere le contraddizioni sociali esplose nella logistica, fermando guerre tra lavoratori».

Dello stesso avviso la capogruppo di LeU al Senato, Loredana De Petris, che richiama a una risposta immediata: «Non si può tollerare che i presidi vengano attaccati da squadracce come è successo a Lodi la settimana scorsa o che gli operai che protestano vengano uccisi come è successo oggi a Novara. Non siamo negli Usa degli anni’30 e non permetteremo che ci si arrivi. È dovere del governo intervenire subito con il massimo rigore per impedire che le aggressioni si ripetano».

Il fatto a cui si riferisce De Petris è l’aggressione a Tavazzano, in provincia di Lodi, avvenuta tra il 10 e l’11 giugno fuori dai magazzini di Zampieri. Durante un presidio di lavoratori della Fedex, si sono avvicinati degli esterni, forse guardie private, e hanno malmenato con bastoni e sassi i manifestanti. Uno di loro è finito in codice rosso con gravi contusioni al volto per una prognosi di 15 giorni.

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