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Allarme in serie A per i 14 tesserati del Genoa risultati positivi al coronavirus. Mentre i giocatori di Maran e tutto lo staff rossoblu aspettano il risultato del secondo giro di tamponi, tifosi e non si interrogano. Cosa accadrà adesso alla partita di sabato 3 ottobre, a Marassi, contro il Torino? E al big-match di domenica 4 ottobre tra Juve e Napoli? E cosa succederà in futuro in serie A, se dovessero riproporsi casi simili?

Protocollo

Se in Europa il protocollo Uefa prevede che la partita possa disputarsi se ci sono almeno 13 giocatori negativi e quindi disponibili, in Italia non c’è una regola fissa, come per la Francia dove bastano 4 positivi per rinviare la gara. Quindi, al momento – in assenza di una normativa precisa – Genoa e Torino dovrebbero in teoria giocare regolarmente. A meno che nei prossimi giorni la Lega di serie A non decida diversamente. Il match in quel caso verrebbe spostato in infrasettimanale in una settimana che prevede partite di coppa. Se accadesse potrebbe però essere il Torino ad appellarsi chiedendo di giocare comunque sabato. E’ evidente quindi come sia necessario che la materia venga regolamentata in fretta con una normativa nazionale.

Caso Napoli

Dopo l’ufficialità dei 14 casi di positività del Genoa, sono stati effettuati tamponi a tappeto tra i giocatori del Napoli di Rino Gattuso, ultimo avversario dei Grifoni, che temono contagi diffusi. E domenica sera è in programma Juventus-Napoli. Da ricordare che Rolando Maran, il tecnico dei liguri, aveva già dovuto rinunciare all’ultimo momento sia a Perin sia a Schone, entrambi positivi al tampone nella giornata di sabato 26 settembre. È stato il presidente Enrico Preziosi ad avvisare direttamente il collega Aurelio De Laurentiis. Da segnalare però che fino a venerdì quando verranno effettuati nuovi tamponi a 48 ore dalla gara si potrà avere la certezza sulla positività o meno dei giocatori partenopei, visto che saranno passati 5 giorni dall’incontro con il Genoa e dal momento del possibile contagio.

Periodo di incubazione

Per il calcio italiano la settimana inizia quindi con l’ansia: ci si interroga nuovamente sui protocolli e sulle disposizioni in materia sanitaria. Oltre che sulle nuove norme del comitato tecnico scientifico che ha previsto di recente un cambio di protocollo rispetto ai tamponi: si effettueranno, se non ci sono motivi di allarme, soltanto 48 ore prima delle competizioni e non più ogni 4 giorni. Ma avendo il virus un tempo di incubazione tra i 2 e i 5 giorni è evidente come sia possibile avere giocatori formalmente negativi ai tamponi, ma di fatto positivi al momento di scendere in campo.

29 settembre 2020 (modifica il 29 settembre 2020 | 09:33)

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