Capitale della cultura 2022, il piatto di Gegè Mangano dedicato alla vittoria del “sistema Puglia”

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Il vincitore si conoscerà domani lunedì 18 gennaio alle ore 10.00. Lo comunicherà sul canale youtube del Mibact il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 17/01/2021

Terminate le audizioni delle dieci città finaliste in corsa per il titolo «Capitale italiana della cultura» per l’anno 2022, ora tutti gli occhi sono puntati al verdetto finale.

Dopo una vera e propria maratona non-stop dalle 9 alle 17 di giovedì 14 e venerdì 15 gennaio (leggere su Informacibo) la giuria presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni, docente di Storia economica all’ Università Bocconi di Milano, in queste ultime ore avrà il compito di valutare il progetto più idoneo che sarà reso noto lunedì 18 Gennaio alle ore 10.00 alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.

Si potrà seguire la cerimonia sul canale youtube del Mibact https://youtube.com/MiBACT dove è anche presente una playlist con la registrazione delle audizioni delle delegazioni delle dieci città.

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Il piatto dello chef Gegè Mangano

Forza Puglia, appello dello chef Gegè Mangano

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Intanto dalla Puglia lo chef Gegè Mangano, angelo ribelle della ristorazione pugliese, ci invia un piatto dedicato alla Puglia, per lanciare un appello di “unità” in questa attesissima vigilia.

Il nome del piatto: Friul (fregola pugliese) con crema di marasciuoli (spirito contadino) con foglia oro e olio Evo

Un piatto per affermare con forza il “sistema Puglia”, sposando in pieno il Protocollo firmato dai due Comuni pugliesi finaliste, Bari e Taranto e dalla regione Puglia, per “promuovere un coordinamento a scala regionale per individuare politiche di marketing turistico-culturale che valorizzino le identità delle due città e dell’intera regione” anche nel caso in cui nessuna delle due città ottenga il riconoscimento.

“Un piatto che vuole essere un omaggio alla mia regione, un piatto/appello che punta a valorizzare tutto il sistema turistico ed eno-gastronomico dell’intera regione”, dice ad Informacibo lo chef Gegè Mangano, titolare del ristorante “Li Jalantuumene” a Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia.

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Lo chef pugliese Gegè Mangano

Il Protocollo

Qualunque sia il verdetto la Capitale Italiana della Cultura 2022 sarà un patrimonio condiviso di Taranto, Bari e della Puglia intera

Il protocollo firmato dai Comuni di Bari, Taranto e regione Puglia stabilisce che, qualora il Mibact valuti positivamente la candidatura di una delle due finaliste pugliesi, l’altra città e la Regione “si impegnano a condividerne le strategie e i programmi attraverso forme di coordinamento per la realizzazione di azioni di cooperazione in campo culturale, ad aggregare le risorse umane, professionali, strutturali e finanziarie disponibili per garantire la miglior riuscita del programma, a promuovere un coordinamento a scala regionale per individuare politiche di marketing turistico-culturale che valorizzino le identità delle due città e dell’intera regione, a organizzare momenti di informazione e sensibilizzazione”.

Nel caso in cui, invece, nessuna delle due città ottenga il riconoscimento, le parti si impegnano comunque a “selezionare alcune iniziative particolarmente significative dei programmi culturali presentati in sede di candidatura, al fine di valorizzare il lavoro svolto e utilizzarlo per il rafforzamento dell’offerta turistico-culturale complessiva del sistema regionale”.

Il commento del Sindaco di Taranto

«Abbiamo tradotto in un provvedimento ciò che è realtà consolidata – ha spiegato il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci –, ossia la competitività del “sistema Puglia” che da più di un decennio sta definendo il successo mondiale di una regione che attrae e conquista. Il titolo di Capitale Italiana della Cultura è talmente prestigioso da non poter essere appannaggio di una sola città: noi a Taranto lo avevamo già immaginato, coinvolgendo i comuni della Grecìa Salentina in questa avventura, ora allarghiamo questa consapevolezza anche a Bari».

Le motivazione delle candidature delle due città pugliesi

Bari 2022 – La cultura vien dal mare

La ricchezza semantica e culturale, così come i valori del mito di San Nicola, sono alla base della candidatura di BARI2022. Il rapporto di identificazione tra San Nicola e Bari è millenario, è profondo, ha segnato il destino urbanistico e architettonico della città, il suo rapporto con il mare, con le culture dei paesi dell’area adriatico-mediterranea, ne ha determinato la riconoscibilità internazionale, esercitando sui baresi una forte influenza simbolica, antropologica, sociale, culturale, artistica, ancorché religiosa. Per questo abbiamo scelto di declinare l’universo nicolaiano in sei archetipi che ci aiuteranno a raccontare il cuore e la storia di questa città: il sacro, la luce, il mare, l’oriente, il dialogo, il femminile.

Taranto, Taranto e Grecia Salentina. La cultura cambia il clima

Può un deserto far germogliare una pianta e questa dare frutti ad una comunità? Come può cambiare il clima di una terra lacerata dalla monocultura industriale e dalle ingiurie agli ecosistemi, alle coscienze e persino ai sogni delle future generazioni, e attraverso la cultura e la voglia di partecipazione sospingere la rinascita socio-economica e ambientale? Tante Taranto, dal mare a luoghi unici dell’arte contemporanea, attraverso ventotto secoli di storie ed esperienze sensoriali, per un laboratorio nazionale di cultura resiliente e sostenibile. Dove c’era un deserto.

Trapani, Capitale italiana delle culture euro mediterranee. Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione

“Trapani è approdo, culla di contaminazioni, popoli, lingue, miti. È un abbraccio fra terra e mare, crocevia, mistero. Trapani è un tripudio: di natura, cultura, gusto, colori. Trapani è terra di vento, un alito antico che da millenni porta il mondo in questa localitè e ad essa si unisce. La candidatura è un impegno corale alla definizione di una nuova identità culturale per la città e per il suo territorio, che concretamente si espliciterà in una piattaforma che consenta agli attori in campo di valorizzare le proprie specificità. Una proposta culturale complessiva e armonica. Un ricco calendario di progetti, iniziative ed eventi per trasformare Trapani in una fabbrica della creatività e in un luogo di produzione culturale”.

Parma Capitale della Cultura italiana 2021

Capitali della Cultura, 2021 Parma, 2022, 2023

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