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Aula scolastica (Archivio)
Aula scolastica (Archivio)

La carenza di personale, fra collaboratori scolastici (soprattutto) e insegnanti, fa saltare il tempo pieno in due scuole elementari di Bologna: Cremonini-Ongaro e Longhena. Entrambe appartengono all’istituto comprensivo 19 guidato dalla professoressa Giovanna Facilla, firmataria ieri di una comunicazione inviata ai genitori per annunciare la novità: da mercoledì 30 l’ultima campanella suonerà alle 14 e non più alle 16.30. La decisione, ha messo nero su bianco la dirigente scolastica, è stata presa per la mancanza di personale Ata e per l’impossibilità, «in osservanza alla normativa vigente», di nominare dei supplenti, al fine di «garantire pulizia e sanificazione ordinaria dei locali, vigilanza ai piani, sorveglianza degli alunni e presidio vicino ai bagni». «Finora abbiamo provato, nonostante i problemi riscontrati fin dall’inizio, a partire col tempo pieno — spiega Facilla — ma adesso la situazione è insostenibile.

La «stanchezza» di docenti e collaboratori

I docenti sono stanchi e i collaboratori, che si sono anche allungati i tempi di lavoro, sono sfiniti. Non riescono ad assicurare la pulizia come dovrebbe essere fatta in tempo di Covid e ci sono problemi di vigilanza: alle Longhena abbiamo addirittura un piano scoperto». Per risolvere almeno momentaneamente la questione servirebbero come minimo altre quattro o cinque persone, continua, «ma quelle in graduatoria non accettano perché potrei nominarle soltanto fino al 31 dicembre. Abbiamo fatto almeno settemila telefonate, ma niente. Adesso stiamo comunicando che presumibilmente ce ne sarà bisogno fino al 30 giugno prossimo, sperando che qualcuno accetti. L’augurio è che nel giro di qualche giorno si riesca a risolvere tutto, perché il diritto all’istruzione è fondamentale».

I genitori

Dello stesso parere anche i tanti genitori raggiunti e sorpresi dalla comunicazione, come Serena, mamma di una bimba in terza elementare alle Longhena: «È stata una doccia fredda. Siamo stupiti e amareggiati: non si può scaricare tutto sulle famiglie dopo che i nostri figli hanno già perso un sacco di mesi di scuola. E poi c’è anche il problema del servizio autobus: verrà anticipato oppure ogni giorno oltre 300 genitori dovranno andare a riprendere di bimbi tutti insieme?» A tal proposito, la preside assicura di aver già avuto garanzie per confermare il servizio anche alle 14. E aggiunge: «So che non siamo gli unici in questa situazione, anzi, ci sono anche colleghi che hanno iniziato l’anno già col tempo ridotto». Alcuni esempi: le primarie Fortuzzi e Carducci. Istituto comprensivo 20, dove per ora si esce alle 14.30. Intanto, proprio sulla carenza di insegnanti, l’Usb afferma che in realtà «ci sono e molti sono ancora a casa in attesa di essere convocati per una supplenza» e «la loro assunzione per titoli e servizio, come chiesto da anni, avrebbe permesso di avere i docenti stabilizzati a scuola dall’1 settembre, attenuando il caos a cui assistiamo». La Cgil, invece, accende i riflettori sulle «migliaia di ore lavorative perse» da centinaia di lavoratori a causa della «mancata partenza dei servizi integrativi scolastici» gestiti in appalto. «Crediamo che ci siano gli estremi per aprire accordi di ammortizzatori sociali Covid19».

29 settembre 2020 (modifica il 29 settembre 2020 | 10:24)

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