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“Aiuti sottobanco al ras dell’acqua in cambio di 50mila euro per una vecchia parcella”: così Giovanni Pitruzzella è finito sotto indagine

Un nome pesante nell’inchiesta che ad Agrigento ha svelato il malaffare nella gestione del servizio idrico, nella provincia con le tariffe alle stelle e interi quartieri che ricevono l’acqua anche una volta ogni tre giorni, si chiama avvocato Giovanni Pitruzzella. È accusato dalla procura di Agrigento di aver aiutato il presidente della Girgenti acque, Marco Campione, a far passare un aumento della tariffe all’Autorità per l’energia e il servizio idrico. Il tutto mentre Pitruzzella era però non un libero professionista, ma il presidente dell’Autorità garante della concorrenza. In cambio avrebbe ricevuto da Girgenti acque compensi pregressi che attendeva di incassare da tempo, anche se i pm non hanno trovato le lettere di incarico. 

Oggi Pitruzzella è avvocato generale alla Corte di giustizia europea, traguardo raggiunto veleggiando bene nei mari della politica che conta, di centrodestra in gran parte, e sapendosi muovere nei palazzi del potere, quello vero. In Sicilia, ai tempi del governo Cuffaro, il suo studio era uno dei più importanti e non c’era grande azienda pubblica o para-pubblica che non conferisse un incarico all’avvocato. Pitruzzella è stato consulente giuridico anche del governo Lombardo e dell’Assemblea regionale siciliana. Poi il salto a Roma, quando il centrodestra era davvero potente e presiedeva il Senato Renato Schifani, che lo indica alla guida dell’Antitrust. Ma ogni tanto le vicende e le frequentazioni siciliane lo costringono a ritornare al passato.

Come accaduto nei giorni scorsi quando, con le conclusioni indagini e gli arresti chiesti e ottenuti dalla procura agrigentina guidata da Luigi Patronaggio, si è scoperto che l’avvocato generale della Corte di giustizia europea è indagato in questa stessa inchiesta. Secondo i magistrati, le intercettazioni del presidente di Girgenti Acque, Marco Campione, svelerebbero «una attività a tutela dell’azienda idrica che Pitruzzella avrebbe tenuto con il presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il servizio idrico presieduta allora da Guido Bertoni». Questa autorità aveva sollevato più di un dubbio su come era stata fissata la tariffa, in aumento, per il servizio idrico ad Agrigento e provincia. Un problema per Campione, che così vedeva ridursi il fatturato dell’azienda che aveva avuto in gestione per 30 anni il servizio idrico dall’Ato: anche qui con procedure sulle quali adesso gli inquirenti stanno sollevando più di una anomalia.

Ma Campione sapeva come entrare nei palazzi della politica e aveva buoni uffici con molti. Tra questi il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, indagato per finanziamento illecito ricevuto proprio da Campione. Ma anche il deputato Mpa Roberto Di Mauro, l’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa o il padre dell’ex ministro Angelino Alfano: non indagati, ma che avrebbero suggerito assunzioni in Girgenti acque o nelle aziende di Campione. 

Tornando a Pitruzzella e ai problemi con l’Autorità per l’energia, gli inquirenti registrano un incontro a Roma, nel 2014, nella sede dell’Antitrust tra Campione, Pitruzzella e Salvatore Gabriele, l’ex sindaco di Pantelleria, isola dove da anni l’avvocato passa le vacanze. Scrivono i pm: «Circa l’esito di tale incontro, troviamo preziose indicazioni allorquando Salvatore Gabriele comunicava a Campione che Pitruzzella aveva incontrato “quelli  dell’Autorità e la prossima settimana vedrà cosa hanno fatto, specificando che gli ha passato anche la documentazione”… Dalla conversazione si ricava che il professore Pitruzzella aveva passato anche documenti non limitandosi quindi a un mero intervento verbale». In un altro dialogo Campione collegava esplicitamente l’intervento  di Pitruzzella a suo favore presso l’autorità per l’energia con la chiusura de “la vicenda legata alla… la fattura che aveva fatto…“: «Come se tra Campione e Pitruzzella vi fossero delle questioni economiche in piedi che dovevano ancora chiudersi», scrivono gli investigatori.

E infatti qualche pendenza c’era. Scrivono i pm: «Quello stesso giorno il Pitruzzella emetteva nei confronti di Girgenti Acque una fattura da 50 mila euro per precedenti lavori con Girgenti. La fattura veniva saldata a mezzo bonifico  bancario di euro 42.752,00 effettuato presso la Banca San Francesco-Credito Cooperativo di Canicattì il 20 ottobre cioè il giorno prima la materiale ricezione da parte della Girgenti della fattura. Tra la documentazione acquisita dalla Polizia Giudiziaria presso gli uffici della Girgenti spa non è stato rinvenuto alcun atto attestante il conferimento del suddetto incarico professionale all’avvocato Pitruzzella, né copia di atti prodotti dal professionista a supporto dell’attività svolta nel giudizio, per il quale è stato retribuito».

In ogni caso i pm sottolineano che i componenti dell’Antitrust “non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza; e che l’Autorità ha “diritto di corrispondere con tutte le pubbliche amministrazioni e con gli enti di diritto pubblico, e di chiedere ad essi, oltre a notizie ed informazioni, la collaborazione per l’adempimento  delle sue funzioni”. In  sostanza il Presidente dell’Antitrust in carica non può  svolgere altre attività professionali o di consulenza e, inoltre, può chiedere notizie e informazioni ad altre amministrazioni, soltanto per l’adempimento delle sue funzioni.

Secondo la procura di Agrigento inoltre Pitruzzella avrebbe dato «una mano a Campione ad acquisire  informazioni  utili sulla vendita di quote di Siciliacque (società che gestisce il cosiddetto “sovrambito” idrico, cioè le grandi condotte, le dighe e i potabilizzatori  nella Regione Sicilia)» e si sarebbe impegnato «a dare una mano a Campione ad acquisire informazioni utili su una gara per la gestione del Servizio Idrico Integrato della Provincia di Palermo, anche attraverso persone vicine all’allora sindaco di Palermo Leoluca Orlando». 

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